Una sentenza storica, la n. 30779 del 23 novembre 2025, ha finalmente messo la parola fine a decenni di precariato selvaggio per i docenti di religione cattolica (IRC). La Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che la reiterazione dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi complessivi è illegittima e configura un abuso di diritto che il Ministero dell’Istruzione deve risarcire.
Nemmeno l’indizione dei recenti concorsi “tardivi” ha sanato l’illegittimità pregressa: il diritto al risarcimento resta intatto per migliaia di lavoratori.
1. Chi può chiedere il risarcimento? I requisiti 2026
Il ricorso è finalizzato a ottenere un indennizzo economico per la mancata stabilizzazione. Possono procedere tutti i docenti IRC che rientrano in queste categorie:
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Anzianità di servizio: Almeno 4 anni (48 mesi) di servizio con contratti a tempo determinato.
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Continuità: Il servizio può essere anche non continuativo.
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Stato attuale: Possono aderire anche i docenti che nel frattempo sono entrati in ruolo (il danno da precariato pregresso rimane comunque risarcibile).
2. A quanto ammonta il risarcimento?
La giurisprudenza consolidata dalla sentenza 30779/2025 prevede una forbice risarcitoria molto ampia, che dipende dalla durata del precariato subito:
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Minimo: 4 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.
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Massimo: Fino a 24 mensilità per i casi di precariato più lunghi.
Esempio pratico: Per un docente con 10 anni di precariato, il risarcimento può superare agevolmente i 35.000 – 40.000 euro, oltre agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria.
3. Scadenza Improrogabile: Febbraio 2026
L’azione legale richiede l’invio preventivo di una diffida formale al Ministero dell’Istruzione e del Merito. Per garantire l’interruzione della prescrizione e la corretta istruzione della pratica, sono state fissate due date cruciali:
| Termine | Azione |
| 15 Febbraio 2026 | Chiusura adesioni per l’invio collettivo delle pratiche. |
| 28 Febbraio 2026 | Termine ultimo per l’invio della diffida al Ministero. |
Perché agire proprio ora?
La sentenza di novembre 2025 ha creato un precedente “blindato”. I tribunali del lavoro di tutta Italia stanno già applicando questo orientamento, rendendo le probabilità di successo del ricorso estremamente elevate. Attendere oltre significherebbe rischiare la prescrizione del diritto (che per i danni da mancata stabilizzazione è decennale, ma molti docenti hanno già contratti che risalgono a periodi limite).
Conclusione: non perdere il tuo diritto
Il concorso non cancella il danno subito in anni di precariato. La stabilizzazione è un diritto, e l’abuso dei contratti a termine va sanzionato economicamente.
Per info: scuolainformazione@gmail.com
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