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Docenti di Religione: la Cassazione sancisce l’abuso. La guida per ottenere il risarcimento economico

Sentenza n. 30779/2025: la Cassazione condanna l'abuso dei contratti a termine per i docenti di religione. Come ottenere fino a 24 mensilità entro la scadenza del 15 febbraio.

Una sentenza storica, la n. 30779 del 23 novembre 2025, ha finalmente messo la parola fine a decenni di precariato selvaggio per i docenti di religione cattolica (IRC). La Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che la reiterazione dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi complessivi è illegittima e configura un abuso di diritto che il Ministero dell’Istruzione deve risarcire.

Nemmeno l’indizione dei recenti concorsi “tardivi” ha sanato l’illegittimità pregressa: il diritto al risarcimento resta intatto per migliaia di lavoratori.

1. Chi può chiedere il risarcimento? I requisiti 2026

Il ricorso è finalizzato a ottenere un indennizzo economico per la mancata stabilizzazione. Possono procedere tutti i docenti IRC che rientrano in queste categorie:

  • Anzianità di servizio: Almeno 4 anni (48 mesi) di servizio con contratti a tempo determinato.

  • Continuità: Il servizio può essere anche non continuativo.

  • Stato attuale: Possono aderire anche i docenti che nel frattempo sono entrati in ruolo (il danno da precariato pregresso rimane comunque risarcibile).

2. A quanto ammonta il risarcimento?

La giurisprudenza consolidata dalla sentenza 30779/2025 prevede una forbice risarcitoria molto ampia, che dipende dalla durata del precariato subito:

  • Minimo: 4 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.

  • Massimo: Fino a 24 mensilità per i casi di precariato più lunghi.

Esempio pratico: Per un docente con 10 anni di precariato, il risarcimento può superare agevolmente i 35.000 – 40.000 euro, oltre agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria.

3. Scadenza Improrogabile: Febbraio 2026

L’azione legale richiede l’invio preventivo di una diffida formale al Ministero dell’Istruzione e del Merito. Per garantire l’interruzione della prescrizione e la corretta istruzione della pratica, sono state fissate due date cruciali:

Termine Azione
15 Febbraio 2026 Chiusura adesioni per l’invio collettivo delle pratiche.
28 Febbraio 2026 Termine ultimo per l’invio della diffida al Ministero.

Perché agire proprio ora?

La sentenza di novembre 2025 ha creato un precedente “blindato”. I tribunali del lavoro di tutta Italia stanno già applicando questo orientamento, rendendo le probabilità di successo del ricorso estremamente elevate. Attendere oltre significherebbe rischiare la prescrizione del diritto (che per i danni da mancata stabilizzazione è decennale, ma molti docenti hanno già contratti che risalgono a periodi limite).


Conclusione: non perdere il tuo diritto

Il concorso non cancella il danno subito in anni di precariato. La stabilizzazione è un diritto, e l’abuso dei contratti a termine va sanzionato economicamente.

Per info: scuolainformazione@gmail.com

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