Dopo lo SPID arriva il domicilio digitale dei contribuenti

In arrivo una nuova rivoluzione: dopo lo SPID preparatevi al domicilio digitale dei contribuenti. Si tratta dell’ennesima innovazione tecnologica che punta alla dematerializzazione e in particolare alla “cittadinanza digitale”.

Con il domicilio digitale spariranno le raccomandate della Pubblica Amministrazione

Dopo lo SPID arriva il domicilio digitale dei contribuenti

Ogni cittadino dovràdotarsi di un proprio domicilio digitale per ricevere le comunicazioni dalla pubblica amministrazione, in particolare sarvirà a ricevere notifiche, diffide e intimazioni di pagamento.

La rivoluzione è contenuta all’interno della riforma Madia, per arrivarlo non sarà necessario essere in possesso della PEC (Posta Elettronica Certificata).

Se da un lato quasta novità velocizza le comunicazioni fra la PA e il cittadino, dall’altro fa storcere il naso all’Autorità per la tutela della privacy che denuncia come l’innovazione sembra più che altro un pretesto per schedare e identificare tutti i cittadini italiani.

La rivoluzione digitale preoccupa l’Autorità per la tutela della privacy

Una sorta di grande fratello digitale che controllerà attraverso le notifiche la vita di ciascun cittadino italiano e non solo, il rischio “è quello di consegnare a vantaggio di poche multinazionali digitali non soltanto la supremazia economica, ma il potere di conoscere i fenomeni che possono governare e influenzare il nostro sapere.

Il loro potere si affianca, fino quasi a sopraffarlo, alla tradizionale autorità statuale, ma è meno visibile, prescinde dalla legittimazione e dal circuito della responsabilità”, come ha evidenziato il presidente dell’Authority Antonello Soro.

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