La recente approvazione in Commissione Istruzione del Disegno di Legge Valditara, che mira a limitare l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, ha sollevato un acceso dibattito politico e sociale. Elisabetta Piccolotti, rappresentante di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), ha espresso un giudizio fortemente critico, definendo il provvedimento una “porcheria sul consenso informato”.
Secondo Piccolotti, il Ddl rappresenta un passo indietro significativo per il sistema educativo, utilizzando il principio del consenso informato come strumento ideologico per limitare temi importanti come l’educazione sessuale e affettiva. La deputata ha inoltre sottolineato la firma del provvedimento da parte di Rossano Sasso, associandolo a posizioni politiche estremiste.
Il Disegno di Legge Valditara ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato, i sostenitori vedono nel consenso informato uno strumento per garantire la libertà educativa delle famiglie; dall’altro, i detrattori ritengono che possa limitare l’accesso degli studenti a informazioni fondamentali per una crescita consapevole e responsabile.
Il dibattito su questo tema evidenzia ancora una volta la necessità di trovare un equilibrio tra libertà educativa e il diritto degli studenti a ricevere un’educazione completa e inclusiva.
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