Il sistema di reclutamento della scuola italiana si prepara a una rivoluzione silenziosa ma decisiva. Con il DL 45/2025, il Ministero ha istituito i nuovi Elenchi Regionali per le immissioni in ruolo, uno strumento pensato per svuotare il bacino degli idonei dei concorsi banditi dal 2020 in poi.
A partire dall’anno scolastico 2026/2027, questi elenchi diventeranno la “terza via” per il ruolo, intervenendo ogni volta che le graduatorie di merito ordinarie risulteranno esaurite. Ma attenzione: non si entra automaticamente, e le regole del punteggio sono state stravolte.
Chi può iscriversi: i requisiti d’accesso
L’inserimento avviene esclusivamente su domanda dell’interessato (tramite il portale InPA o Istanze Online). Possono partecipare i docenti che:
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Hanno superato le prove di un concorso ordinario o PNRR bandito dal 1° gennaio 2020.
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Hanno ottenuto almeno 70/100 alla prova orale.
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Non sono già di ruolo o titolari di un contratto finalizzato al ruolo (es. GPS sostegno prima fascia).
Concorsi inclusi: Ordinari 2020 e STEM, Educazione Motoria, PNRR 1 (2023) e PNRR 2 (2024). Restano attualmente esclusi gli idonei dello Straordinario 2020 e dello Straordinario bis.
La gerarchia delle assunzioni: dove si collocano gli elenchi?
Per capire se hai chance di assunzione, devi guardare la “catena di montaggio” delle immissioni in ruolo 2026. Gli elenchi regionali non scavalcano nessuno, ma si pongono come tampone salva-posti prima delle supplenze.
L’ordine di chiamata sarà:
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Vincitori di concorso (ordinari e PNRR).
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Idonei nelle Graduatorie di Merito (fino al limite del 30% per i concorsi PNRR).
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Elenchi Regionali (per i posti residui della quota 50% destinata ai concorsi).
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Assunzioni straordinarie da GPS (attualmente previste solo per il sostegno).
Il punteggio: addio ai titoli, conta solo il merito
Questa è la novità più dibattuta. Negli elenchi regionali non vengono valutati i titoli culturali (Master, certificazioni) né il servizio pregresso.
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Il calcolo: Il punteggio è dato esclusivamente dalla somma dei voti dello scritto e dell’orale.
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La priorità cronologica: L’elenco è ordinato prima per anno del concorso (chi ha superato l’ordinario 2020 precede sempre chi ha superato il PNRR 2023) e, all’interno della stessa “fascia temporale”, conta il punteggio delle prove.
| Criterio di Ordinamento | Priorità |
| 1. Ordine Cronologico | Concorsi 2020 > PNRR 1 > PNRR 2 |
| 2. Punteggio Prove | Somma Voto Scritto + Voto Orale |
| 3. Preferenze DPR 487 | In caso di parità (es. carichi di famiglia) |
Scelta della regione: una scommessa tattica
Il decreto permette di scegliere una sola regione per l’inserimento, che può essere anche diversa da quella in cui hai sostenuto il concorso.
Consiglio Strategico: Prima di presentare domanda, consulta i dati che gli USR pubblicheranno sulla “consistenza delle graduatorie”. Se la tua regione è satura di idonei 2020, potrebbe convenire iscriversi in una regione del Nord dove le graduatorie di merito si esauriscono più velocemente, aumentando le tue probabilità di ruolo immediato.
Accettazione o rinuncia: tempi strettissimi
Se ricevi una proposta di assunzione dagli elenchi regionali, hai solo 5 giorni per accettare tramite la piattaforma telematica.
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Il Silenzio è Rinuncia: Se non rispondi entro i termini, decadi automaticamente dall’elenco.
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Effetto sul ruolo: L’accettazione comporta la cancellazione da tutte le altre graduatorie (GPS incluse) e l’avvio dell’anno di prova.
Gli elenchi regionali del DL 45/2025 rappresentano la risposta del Governo all’esigenza di coprire le cattedre senza indire concorsi a ripetizione laddove ci sono già docenti qualificati. Per molti idonei, è l’ultima chiamata per la stabilizzazione prima dei nuovi concorsi PNRR del 2026/27.
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