In Emilia-Romagna, la prima ondata di calore estiva ha riacceso i riflettori su una questione critica: le condizioni insostenibili nelle scuole dell’infanzia. Insegnanti, collaboratori scolastici ed educatori denunciano ambienti surriscaldati, privi di adeguata climatizzazione, che compromettono il benessere e la sicurezza di bambini e personale.
Secondo Serafino Veltri, segretario regionale della UIL Scuola ER, la situazione è preoccupante: “Il caldo rende difficilissimo garantire vigilanza e qualità educativa. Non è una lamentela, ma una realtà che non può essere ignorata”. I bambini, particolarmente vulnerabili, soffrono disidratazione e irritabilità, mentre il personale deve affrontare fatica e stress.
La UIL Scuola propone un confronto con l’amministrazione regionale per affrontare il problema in modo strutturale. Tra le soluzioni suggerite: miglioramento dell’edilizia scolastica, installazione di sistemi di climatizzazione, spazi esterni ombreggiati e una gestione organizzativa più flessibile durante le ondate di calore.
Il caldo passerà, ma la domanda resta: cosa si farà per evitare che questa emergenza si ripeta? Garantire un ambiente adeguato non è un privilegio, ma una necessità per il diritto all’educazione e al lavoro in sicurezza.
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