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Gas Nord Stream: l’Italia verso lo stato di allarme?

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Il gasdotto russo Nord Stream è inutilizzabile in quanto ci sono stati danni a tre linee, questo comporta un aumento del metano e di conseguenza possibili nuovi aumenti in bolletta.
Secondo fonti del governo tedesco menzionate da Tagesspiegel i gasdotti “potrebbero anche risultare inutilizzabili per sempre” se non verranno riparati subito.
Il pericolo più evidente è l’aumento dei prezzi in bolletta, secondo la previsione di Arera si prevede per il mese prossimo un incremento del gas del 70% e del 60% per l’energia elettrica. Allo stesso tempo si potrebbero verificare dei rallentamenti nell’approvvigionamento del gas e in questo caso entrerebbe in gioco il “piano di risparmio di gas e luce” del ministro Cingolani: razionamenti e probabili chiusure anticipate dei negozi.

Si sospetta un possibile sabotaggio al gasdotto Nord Stream

I problemi di fughe di gas dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 sono successi ieri mattina e il governo danese ha dato immediatamente l’allerta. Anche due giorni fa si erano verificate delle irregolarità, infatti Gazprom aveva riferito un calo di pressione su due sue linee. Le autorità svedesi e danesi hanno quindi identificato forti perdite di gas nel Mar Baltico.
Per il governo tedesco i gasdotti potrebbero essere stati danneggiati da veri e propri “attacchi”, dunque l’interruzione dei gasdotti non sarebbe una coincidenza. Sospetto confermato anche dagli Stati Uniti. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, dichiara: “si tratta di una situazione senza precedenti che richiede un’indagine urgente”. Per questo la Russia intende chiedere una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sui danni subiti dai gasdotti.

Impennata dei prezzi ad Amsterdam

Questi danni ai gasdotti, con interruzioni già iniziati lo scorso giugno, sovrapposti alla situazione geopolitica, peggiorano i rapporti tra Russia e Occidente.
Per il portavoce della Commissione europea, Tim McPhie, l’Ue sta rilevando la situazione dei nuovi danni ai gasdotti, ma non ci sarebbe “alcun impatto sulla sicurezza”. Ma questo fermo dei Nord Stream fa impennare il prezzo del gas, che finora era a ribasso. Principalmente si alza il valore dei future TTF, i titoli di investimento basati sugli andamenti futuri del metano e scambiati sul mercato di Amsterdam.

Italia ben avviata con gli stoccaggi

L’Italia, con le riserve di gas per affrontare l’inverno, è ben avviata: il livello è al 90%.
La valutazione dell’Unione europea è di poter importare quasi il 40% in più di gas naturale liquefatto quest’inverno, ma per poterlo trattare in Italia serve aumentare la capacità dei rigassificatori, mentre le due nuove strutture di Piombino e Ravenna non saranno pronte prima di marzo 2023 ed estate 2024.

Rischio razionamento non è sventato
L’obiettivo italiano è arrivare al 100% degli stoccaggi anche prima di dicembre, nel caso in cui la Russia chiuderà i rubinetti e potrebbe diventare necessario ridurre i consumi.

Come ridurre i consumi

Per il momento si ipotizza di impostare i termosifoni attorno ai 19 gradi per un’ora in meno al giorno e di ridurre il periodo di accensione dei riscaldamenti complessivamente di 15 giorni. Poi verranno inculcati una serie di comportamenti personali di risparmio aggiuntivo, tramite campagne pubblicitarie di sensibilizzazione dei cittadini. Questo è il primo passo dei razionamenti, ci sono tre stadi d’emergenza e se si arriva al terzo si parla di un possibile spegnimento delle luci e dei monumenti la sera, così come di chiusura anticipata dei negozi, il cosiddetto coprifuoco, coinvolgendo anche le scuole.
Una riduzione dei consumi a scuola potrebbe riguardare i riscaldamenti, con temperature più basse di uno o due gradi rispetto agli anni passati. Viene escluso per il momento il ritorno alla Dad o la variazione degli orari, con la settimana scolastica corta in tutto il Paese.

L’effetto sul Pil

Secondo gli economisti di Confindustria, un arresto delle forniture dalla Russia porterebbe a un vero e proprio “shock economico”, con un effetto sul Pil dell’1% in meno tra la primavera 2022 e l’inverno 2023, che potrebbe acuirsi fino a un calo del 2,2% in caso di ulteriori aumenti dei prezzi energetici.
In tale situazione dodici Paesi Ue, tra cui l’Italia, hanno firmato una lettera indirizzata alle istituzioni europee per istituire un tetto al prezzo del gas. Si tratta di Spagna, Polonia, Grecia, Belgio, Malta, Lituania, Lettonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Croazia e Romania. “Il tetto dovrebbe essere applicato a tutte le transazioni” e “non limitato all’import da giurisdizioni specifiche”.

La proposta della Bce

Philip Lane, capo economista della Bce, suggerisce di tassare i più ricchi per aiutare i più deboli contro il caro-energia. Si chiede “se una parte di questo supporto non possa essere finanziata attraverso aumenti della tassazione per i più ricchi, che siano i percettori di redditi più elevati o le società che continuano ad avere alti profitti nonostante lo shock energetico”.

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