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Giusepoe Alviti ( A.n.g.p.g):la vigilanza privata deve garantire stipendi a dignità sociale senza straordinari da record

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Il Presidente nazionale Associazione guardie particolari giurate Giuseppe Alviti è contro lo sciaccalaggio orario che è insito nelle guardie particolari giurate è fiduciari per portare uno stipendio ” Dignitoso” a casa a rischio della propria vita e salute.

Nel dettaglio ci spiega:

Nel nostro ordinamento, la durata massima dell’orario lavorativo è prevista dalla legge e dai contratti collettivi. Lo svolgimento dell’attività lavorativa per un numero consecutivo di ore che supera determinate soglie, infatti, può danneggiare la salute e la sicurezza del lavoratore.

Per chiarire tutti questi aspetti dobbiamo prendere come riferimento il D.lgs n. 66 dell’8 aprile 2003 che recepisce le direttive comunitarie 93/104 CE e 2000/CE: tale disciplina si estende a tutti i settori lavorativi, pubblici e privati, con alcune eccezioni (ad esempio per il personale di volo, della Scuola, i lavoratori minorenni).

Se il datore di lavoro non rispetta quanto stabilito può essere denunciato dai dipendenti o dall’Ispettorato del lavoro. Di seguito le regole vigenti.
La legge distingue tra lavoro normale e lavoro straordinario. Vediamo cosa significa. La legge fissa l’orario di lavoro normale a 40 ore settimanali ma i contratti collettivi possono stabilire una durata minore ma non superiore. Infatti la normativa nazionale prevede che, in ogni caso, l’orario di lavoro non possa mai superare le 48 ore settimanali, e nel calcolo vanno comprese anche le ore di straordinario.

L’orario normale di lavoro viene calcolato su base settimanale e non giornaliera, anche se la legge stabilisce che la singola giornata di lavoro non può eccedere le 13 ore.

La durata media dell’orario di lavoro va calcolata con riferimento a un periodo non superiore a 4 mesi; tuttavia i CCNL delle specifiche categorie possono elevare detto limite fino a 6 mesi ovvero fino a 12 mesi a fronte di ragioni obiettive, tecniche o inerenti all’organizzazione del lavoro, specificate negli stessi contratti collettivi.

Non sono tenuti a rispettare il limite legislativo delle 40 ore queste categorie di lavoratori:

i giornalisti;
il personale poligrafico addetto alle attività di composizione, stampa e spedizione di quotidiani e settimanali;
il personale addetto ai servizi di informazione radiotelevisiva;
il personale delle imprese concessionarie di servizi nei settori delle poste, autostrade, servizi portuali e aeroportuali, trasporti pubblici, telecomunicazione, oltre che in altri settori di primaria importanza.
Come funziona il lavoro straordinario
Passiamo ora al lavoro straordinario cioè quello eccedente il normale orario di lavoro (quindi oltre le 40 ore settimanali). Come detto poc’anzi, gli straordinari sono ammessi fermo restando il limite delle 48 ore a settimana.
Gli straordinari – come indica il nome stesso – sono ore di lavoro in più che eccedono dal vincolo contrattuale tra datore e dipendente, per questa ragione meritano una retribuzione ulteriore secondo le maggiorazioni indicate nel contratto collettivo della categoria a cui si appartiene.

In genere le modalità del lavoro straordinario sono indicate dai sindacati, ma in caso contrario trovano applicazione le norme generali: la legge prevede che il ricorso al lavoro straordinario è ammesso solo previo accordo con il lavoratore e per un periodo non superiore a 250 ore all’anno.
Secondo la legge il lavoro notturno non può mai superare le 8 ore consecutive a partire dall’inizio della prestazione. Il Ministero del Lavoro ha chiarito che per calcolare tale limite bisogna effettuare una media tra le ore lavorate e non lavorate, anche su un periodo settimanale e che il rapporto deve essere pari ad un terzo.

Ecco tutti i testi per prepararsi al concorso straordinario 2022 della scuola

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