Gli istituti nautici — tecnicamente rinominati già dal precedente riordino come Istruzione Tecnica Trasporti e Logistica, settore marittimo — sopravvivono alla riforma, ma con alcune novità strutturali rilevanti.
La struttura confermata
Il decreto conferma l’indirizzo Trasporti e Logistica all’interno del settore tecnologico-ambientale, con le sue articolazioni marittime: Costruzioni navali (nell’area costruzione del mezzo), Conduzione del mezzo navale, Conduzione di apparati e impianti marittimi, e la nuova articolazione sperimentale “Conduzione di apparati e impianti marittimi e Conduzione di apparati e impianti elettronici di bordo”. ?
Viene dunque mantenuto il percorso che forma figure professionali come l’ufficiale di coperta e l’ufficiale di macchina, indispensabili per l’industria marittima e la marina mercantile italiana.
La novità più significativa: l’elettronico di bordo integrato
Una specificità importante riguarda l’articolazione “Conduzione di apparati e impianti marittimi ed elettronici di bordo”, per la quale è previsto un monte ore specifico: 891 ore nel primo biennio, 1.188 nel secondo biennio e 594 nell’ultimo anno. ? Questa nuova opzione integrata risponde a una domanda reale del settore marittimo, dove la figura dell’ufficiale elettrotecnico di bordo è sempre più richiesta.
Il corso sperimentale, inserito nell’opzione CAIM, prevede un curricolo unico che, partendo dall’obiettivo originario di formare l’allievo ufficiale di macchina, integra le competenze necessarie al conseguimento degli standard formativi anche per la figura dell’allievo ufficiale elettrotecnico, attraverso la rimodulazione e il rafforzamento dell’area tecnico-professionale. ?
Il problema delle “Scienze sperimentali”
Il nodo critico per i nautici è lo stesso che riguarda l’intero settore tecnologico-ambientale: il nuovo contenitore “Scienze sperimentali” che accorpa Fisica, Chimica, Scienze della terra e Biologia in un monte ore ridotto. Per un indirizzo come il nautico, dove la Fisica e la Chimica hanno un ruolo fondamentale nella comprensione della propulsione navale, della stabilità e della meteorologia marittima, questa riduzione non è indolore.
La questione delle certificazioni STCW
Un elemento che il decreto non tocca esplicitamente, ma che pesa come un macigno sugli istituti nautici, è il sistema di certificazione internazionale STCW (Standards of Training, Certification and Watchkeeping). Gli istituti nautici devono essere accreditati all’interno del Sistema Gestionale Qualità per la Formazione Marittima, requisito necessario per la validità del diploma ai fini dell’accesso alla carriera ufficiale. ? Qualsiasi modifica al quadro orario che intacchi le ore delle materie tecniche specialistiche può mettere a rischio questo riconoscimento internazionale, con conseguenze dirette sullo sbocco professionale degli studenti.
In sintesi
Il nautico non viene soppresso né ridimensionato nella sua identità, ma si trova a fare i conti con gli stessi problemi strutturali che affliggono tutto il settore tecnologico: riduzione delle scienze di base, caos organizzativo sulle classi di concorso e incertezza sui laboratori. Per un indirizzo che forma professionisti regolati da convenzioni internazionali, questi non sono dettagli ma questioni che meritano risposte precise — e che il decreto, almeno per ora, non fornisce.????????????????

