Google da giugno del 2025 ha iniziato ad introdurre l’Intelligenza Artificiale nella ricerca, si tratta di un vero e proprio filtro che sta tagliando fuori migliaia di piccoli ma anche di grandi editori dalla SERP del più importante motore di ricerca, talvolta costringendo gli editori a licenziare giornalisti e professionisti che collaborano con le varie Redazioni.
Si tratta di una rivoluzione che sta raccogliendo critiche, proteste e malumori in po’ in tutto il mondo, mai come in questo caso si era registrata una volatilità dale che sta vedendo premiare portali fin qui poco noti al pubblico e penalizzare invece Redazioni strutturate.
Chi studia i motori di ricerca tuttavia sottolinea che completato l’upgrade i siti validi torneranno ad occupare le posizioni di sempre, ma c’è scetticismo.
L’algoritmo che governa ad esempio Discover vede restituire risposte dei soli grandi editori tagliando fuori i piccoli e tradendo così lo spirito che fino ad oggi ha reso la rete democratica. La domanda è: avranno voce solo i siti di informazione mainstream?
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