Il 2026 si apre con una vera e propria rivoluzione per le famiglie italiane. La nuova Legge di Bilancio ha introdotto misure strutturali che ridisegnano i diritti dei genitori lavoratori, estendendo tutele che prima si fermavano alla soglia della scuola primaria.
Dall’estensione del congedo parentale fino ai 14 anni al raddoppio dei giorni per la malattia del figlio, fino al nuovo Bonus Mamme da 60 euro, ecco tutto quello che devi sapere per gestire al meglio la conciliazione tra casa e lavoro.
1. Malattia Figlio: i giorni passano da 5 a 10
Una delle novità più attese riguarda l’astensione dal lavoro per curare i figli ammalati. Se prima il limite era molto rigido, dal 1° gennaio 2026 la normativa diventa più flessibile.
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Cosa cambia: Per ogni figlio di età compresa tra i 3 e i 14 anni, ciascun genitore ha diritto a 10 giorni lavorativi annui di permesso (prima erano solo 5 giorni fino agli 8 anni).
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Retribuzione: Questi giorni rimangono non retribuiti, ma sono coperti da contribuzione figurativa, il che significa che non danneggiano il calcolo della tua futura pensione.
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Fino a 3 anni: Resta invariato il diritto all’astensione illimitata (e non retribuita) per tutta la durata della malattia del bambino.
2. Congedo Parentale: estensione fino a 14 anni
Il congedo parentale (la ex maternità/paternità facoltativa) compie un salto in avanti importante, seguendo la crescita dei ragazzi anche nel periodo della scuola media.
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Nuovo Limite: Il diritto di astenersi dal lavoro può essere esercitato entro i 14 anni di vita del figlio (in precedenza il limite era 12 anni).
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Indennità all’80%: Viene confermata per il 2026 l’indennità maggiorata all’80% della retribuzione per i primi 3 mesi di congedo (se fruiti entro i termini previsti), un sostegno fondamentale per non incidere troppo sul bilancio familiare.
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Mesi successivi: Dopo i primi 3 mesi indennizzati all’80%, gli altri periodi restano indennizzati al 30%, fruibili sempre entro la nuova soglia dei 14 anni.
3. Bonus Mamme 2026: l’assegno sale a 60 euro
Il contributo destinato alle lavoratrici madri vede un aumento dell’importo mensile, diventando un aiuto concreto contro il carovita.
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L’Importo: Il bonus passa da 40 a 60 euro al mese, per un totale massimo di 720 euro annui.
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A chi spetta: Lavoratrici dipendenti (pubbliche e private) e, novità del 2026, esteso anche alle lavoratrici autonome e libere professioniste.
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Requisiti: * Avere almeno 2 figli a carico.
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Reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui.
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Il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni (il limite sale a 18 anni se si hanno 3 o più figli).
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Erogazione: Il bonus è esentasse, non incide sull’ISEE e viene erogato generalmente in un’unica soluzione o come sgravio contributivo in busta paga.
| Misura | Vecchia Regola | Novità 2026 |
| Età Congedo Parentale | Fino a 12 anni | Fino a 14 anni |
| Giorni Malattia Figlio (3-14 anni) | 5 giorni | 10 giorni |
| Bonus Mamme Mensile | 40 Euro | 60 Euro |
Come fare domanda per i nuovi benefici
Per usufruire di queste novità, la procedura rimane prevalentemente telematica tramite i canali ufficiali dell’INPS:
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Sito Web: Accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione “Lavoro” -> “Congedi, permessi e certificati”.
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Contact Center: Chiamando l’803 164 (gratuito da rete fissa).
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Patronati: Per ricevere assistenza gratuita nella compilazione delle istanze.
Importante: Per il Bonus Mamme, se hai già presentato domanda nel 2025, potresti dover integrare i dati o presentare una nuova istanza per confermare il possesso dei requisiti reddituali (sotto i 40 mila euro) richiesti per il 2026.
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