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Il Decreto Aiuti ter, porta in dote la riforma degli istituti tecnici, c’è preoccupazione

insegnanti tecnico pratici

La bozza del decreto Aiuti ter, di cui si attende la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, contiene aiuti alle famiglie e alle imprese. Per la scuola riguarda principalmente la riforma degli istituti tecnici e professionali, in base al Pnrr, il quale comprende anche un percorso formativo specifico per i docenti. Per far fronte al caro energia, il decreto stanzia delle risorse per le scuole, e inoltre comprende sussidi per gli alloggi degli universitari fuori sede.

Il contenuto del Decreto Aiuti ter, per quanto riguarda le scuole: riforma degli istituti tecnici e della formazione dei docenti

Alcuni degli obiettivi prefissati sono:
-migliorare le competenze linguistiche, storiche, matematiche e scientifiche. Inoltre aumentare i collegamenti al campo socioeconomico del territorio di riferimento, in modo da incrementare la laboratorialità e l’innovazione. Si punta anche a valorizzare il procedimento didattico per competenze ed aggiornare il Profilo educativo, culturale e professionale degli studenti.
-Sono previsti dei percorsi di formazione nei settori tecnologici, volti a mettere in pratica i percorsi formativi che offrono i vari istituti tecnici, anche in base alle esigenze del territorio di riferimento.
-Con il fine di accelerare il conseguimento del titolo di laurea a orientamento professionale, si propone il riconoscimento presso le università di crediti formativi maturati dagli studenti che frequentano l’ultimo anno degli istituti tecnici in base ai tirocini svolti.
-Varie attività volte al personale docente degli istituti tecnici, finalizzate alla sperimentazione di modalità didattiche innovative.
-Accordi a livello regionale o interregionale per l’integrazione e la condivisione delle risorse professionali, logistiche e strumentali di cui dispongono gli istituti tecnici e professionali, le imprese, gli enti di formazione accreditati dalle Regioni, gli ITS Academy, le università e i centri di ricerca.
-L’abilitazione di percorsi di istruzione tecnica per gli adulti da parte dei Centri provinciali di istruzione.
-Lo sviluppo dei processi di internazionalizzazione degli istituti, con il fine di realizzare lo Spazio europeo dell’istruzione, in coerenza con gli obiettivi dell’Unione Europea in materia di istruzione e formazione professionale.
-L’istituzione di percorsi, presso il ministero dell’Istruzione dell’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale, volti al miglioramento del settore e al rispondere maggiormente alle esigenze del mercato del lavoro.
-Aiuti per le scuole e l’adozione di misure per gli alloggi degli studenti universitari. I sindacati affermano che verranno stanziati 10 milioni di euro per aiutare le scuole a far fronte al caro bollette.
-Istituito un fondo per l’università chiamato “Fondo per l’housing universitario” di 660 milioni di euro, fino al completamento del Pnrr.

Nonostante le misure relative alla scuola, sembra che il governo non riesca a far fronte ai problemi reali della scuola italiana e al malcontento dei docenti. I sindacati non sembrano soddisfatti di queste misure, specie Anief, che dichiara di essere pronta a scioperi in autunno.
Marcello Pacifico, leader dell’Anief, infatti dichiara: “Probabilmente questo è l’ultimo atto del governo sulla scuola, avvenuto come da abitudine, ancora una volta senza un confronto con le parti sociali e senza un ascolto e una coscienza dei seri e veri problemi della stessa scuola pubblica frequentata da oltre 7 milioni di alunni. Anief, a questo punto, è pronta a proclamare lo sciopero e una serie di assemblee sindacali.”
In conclusione:“Il nostro obiettivo è quello di porre finalmente nella prossima legislatura la scuola al centro dell’azione del legislatore, al fine di affrontare tutte quelle azioni segnalate nel Manifesto Anief del 25 settembre e nel Manifesto Ata con l’obiettivo ultimo di favorire il progetto che porti a una scuola giusta, equa e solidale”, conclude il sindacalista.”

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