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Il nuovo governo troverà i 40 miliardi per pagare pensioni, cuneo fiscale e bonus?

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Il nuovo governo Meloni è chiamato subito alla realtà, dovrà trovare 40 miliardi per pensioni, cuneo fiscale e bonus, forse è per questo motivo che ha chiesto consulenza a Mario Draghi? Il nuovo Esecutivo dovrà essere in grado di dare risposte concrete e rapide. La luna di miele del post elezioni non ci sarà e dalle scelte che farà comprenderemo sin da subito l’orientamento politico. Sarà a favore dello stato sociale o dei gruppi di potere? Sarà in grado di tassare gli extragettito che stanno riempiendo le tasche dei soliti noti o taglierà risorse allo stato sociale? Sono domande che l’Italia intera e gli stessi elettori che li hanno sostenuti, fra questi molti docenti ed ATA, si pongono.

Governo: occorrono 40 miliardi

La sbornia post elezioni sta per finire e dal governo Draghi troveranno la nuova Nadef, cioè la Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza con la quale fare i conti. Qui le promesse stanno a zero. Il documento – come riporta il Corriere Economia – “vede le stime contenute nel Def dello scorso aprile, si limiterà a recepire le tendenze in atto, a legislazione vigente. Le previsioni sul Prodotto interno lordo per il 2023 saranno corrette al ribasso: non più il 2,3% ma una crescita di poco superiore allo 0,5%; quindi un Pil ancora con il segno positivo, secondo Draghi, nonostante l’aggravarsi della congiuntura internazionale, che ha spinto alcune agenzie di rating come Fitch e Standard & Poor’s a prevedere che l’Italia finisca in recessione l’anno prossimo, rispettivamente a -0,7% e a -0,1%“. Occorrerà un colpo di reni per dare la scossa all’economia e sappiamo già che non basterà scagliarsi contro i poveri che percepiscono il Reddito di Cittadinanza per far cambiare rotta alla nave Italia, occorrerà altro, ma cosa? Visto che la frenata dell’economia avrà conseguenze sui saldi di finanza pubblica?

Il Corriere Economia lo ha ricordato oggi citando le voci di spesa obbligatorie e sono: “8,5 miliardi in più necessari per indicizzare, il prossimo gennaio, le pensioni al costo della vita (in tutto serviranno 22 miliardi, parte dei quali già previsti nella vecchia proiezione di spesa); di circa 5 miliardi per rinnovare i contratti dei dipendenti pubblici; di 4-5 miliardi per prorogare il taglio del cuneo fiscale deciso dal governo Draghi per il 2022 e di un paio di miliardi almeno per finanziare le missioni militari all’estero. Se poi il prossimo governo si trovasse nella necessità di rinnovare le misure contenute nel decreto Aiuti ter per il primo trimestre del 2023, dovrebbe trovare altri 10-15 miliardi, portando il conto finale a 35-40 miliardi. Bisogna inoltre considerare la maggiore spesa per interessi sui titoli del debito pubblico, conseguente all’aumento dei tassi“.

Riusciranno i nostri eroi nella grande impresa? Ce lo auguriamo tutti.

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