Eccoci di nuovo: ennesimo rincaro dei carburanti, ed ennesima promessa mancata di intervento. I distributori aggiornano i tabelloni, e noi, cittadini, ci troviamo a fare i conti con un portafoglio sempre più leggero. Ma la domanda resta: cosa sta facendo il governo?
Il ministro di turno parla di “monitoraggio”, di “valutazioni in corso”. Parole che ormai sanno di vuoto. Intanto, accise e IVA continuano a gonfiare un prezzo già insostenibile. Sì, perché è inutile girarci intorno: la fiscalità sui carburanti è una delle più alte in Europa. E nonostante le promesse elettorali di tagli e sgravi, la realtà è che si preferisce rimandare.
Certo, c’è chi dirà che il mercato globale è fuori controllo, che la crisi energetica non lascia margini di manovra. Ma davvero non c’è nulla che si possa fare? Incentivi per i trasporti pubblici, maggiore spinta sulle energie rinnovabili: soluzioni strutturali che sembrano sempre un miraggio.
E così, mentre i prezzi salgono e i cittadini arrancano, il governo continua a navigare a vista. Ma fino a quando potremo permetterci questa rotta?
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