HomePrecari della ScuolaIl prossimo governo varerà il DPCM per introdurre i 60 CFU abilitanti

Il prossimo governo varerà il DPCM per introdurre i 60 CFU abilitanti

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Percorso di abilitazione docenti di 60 CFU: il prossimo Governo dovrà varare il DPCM, in molti si stanno affrettando per acquisire i 24 CFU

Il nuovo Governo dovrà emettere il DPCM che dovrebbe regolare il percorso di abilitazione di 60 CFU così come previsto dalla legge 76/2022, al cui interno c’è la riforma del reclutamento appartenente a Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione uscente.

In realtà il provvedimento era previsto entro il 31 luglio, ma non è stato più varato. Le restrizioni normative tra Ministero dell’Istruzione e quello dell’Università non hanno permesso di chiudere il dossier che definisce i contenuti e la strutturazione dell’offerta formativa corrispondente a 60 crediti formativi universitari o accademici necessari per la formazione iniziale.

Il senatore Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e vicepresidente della commissione Cultura a Palazzo Madama, dichiara: “vi sono pressioni affinché il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sui percorsi formativi abilitanti all’insegnamento conservi le caratteristiche del vecchio Tfa: numero chiuso (mascherato) e tirocinio pure per chi insegna da una vita. Ma se passa tale approccio, di fatto pesantemente vessatorio nei confronti dei docenti con esperienza e in lista d’attesa anche da nove anni, rischiamo una selezione qualitativa al contrario: cioè che i migliori optino per settori lavorativi più accoglienti rispetto alla scuola”.

Cosa avrebbe dovuto stabilire il provvedimento della presidenza del Consiglio dei ministri entro il 31 luglio:

– i contenuti e la strutturazione dell’offerta formativa corrispondente a 60 CFU/CFA, di cui almeno 10 di area pedagogica, includendo attività di tirocinio diretto e indiretto non inferiore a 20 CFU/CFA. Per ogni CFU/CFA di tirocinio, l’impegno in presenza nelle classi non può essere inferiore a 12 ore;
– il numero di crediti universitari o accademici riservati alla formazione inclusiva delle persone con disabilità;
– la percentuale di presenza alle attività formative necessarie per l’accesso alla prova finale;
– le modalità di svolgimento della prova finale del percorso universitario e accademico, comprendente la prova scritta e orale
Da evidenziare è che nell’ambito dei 60 CFU è riconosciuta la validità dei 24 CFU/CFA, già conseguiti, quale requisito di accesso al concorso secondo l’ordinamento che era in vigore precedentemente

Il decreto disporrà i criteri per riconoscere eventuali altri crediti maturati nel corso degli studi universitari o accademici, alla condizione che siano strettamente coerenti con gli obiettivi formativi.

Il corso avrà un costo di partecipazione, a proprie spese, ma ci sarà un prezzo “calmierato” cioè la proposta di un tetto massimo che le Università potranno proporre.

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