Roma, 4 marzo 2026 – Si è tenuto dal 19 al 21 febbraio, presso l’Aula Magna dell’IPSEOA “E. Cornaro” di Lido di Jesolo (VE), il Consiglio Nazionale dell’ANDIS (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici), che ha affrontato con particolare attenzione il tema dell’inclusione scolastica. L’Associazione ha espresso forte preoccupazione per i persistenti disallineamenti tra le disposizioni legislative e la loro effettiva applicazione a livello territoriale.
Secondo quanto rilevato dall’ANDIS, le asincronie operative tra Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero della Salute, INPS ed Enti Locali non solo rappresentano un ostacolo burocratico significativo, ma evidenziano una distanza culturale tra il settore scolastico e quello sanitario. Questo scenario compromette l’efficacia degli interventi inclusivi e espone le istituzioni scolastiche a un rischio costante di contenzioso.
“La scuola – osserva l’ANDIS – si ritrova spesso a fungere da unico terminale delle istanze delle famiglie, pur non avendo accesso alle certificazioni, ai pareri o alle risorse necessarie che dipendono da altri enti. Questa situazione, aggravata dalla frammentazione istituzionale, rischia di lasciare il diritto allo studio come un principio teorico anziché una realtà concreta”.
Sebbene l’Associazione riconosca l’importanza del Decreto Legislativo 62/2024, che ridefinisce l’accertamento della disabilità secondo il concetto di “Progetto di Vita”, i dirigenti scolastici sottolineano che la sua attuazione pratica è ostacolata da diverse criticità. Tra queste: il ritardo nell’applicazione dell’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute), la distorsione della Direttiva BES (Bisogni Educativi Speciali), la carenza di personale ATA, e il blocco delle figure specialistiche nel GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione).
Per superare tali problematiche, l’ANDIS propone una serie di interventi urgenti e coordinati, tra cui: l’istituzione di un Tavolo interministeriale permanente, la definizione di Protocolli d’Intesa vincolanti, la formazione integrata per il personale coinvolto, e l’armonizzazione del PEI digitale (Piano Educativo Individualizzato).
“L’inclusione scolastica e sociale – ribadisce l’Associazione – non può essere ridotta a un mero esercizio burocratico tra enti che non comunicano efficacemente. È necessario un allineamento concreto tra disposizioni legislative, prassi cliniche del settore sanitario e supporto operativo degli Enti Locali. Solo così sarà possibile garantire risposte adeguate ai bisogni degli studenti e assicurare una gestione sinergica delle responsabilità istituzionali”.
Il Consiglio Nazionale dell’ANDIS conclude con un appello alle istituzioni competenti affinché si attivino per promuovere un cambiamento strutturale che consenta di superare l’attuale frammentazione e rafforzare il diritto all’inclusione scolastica.
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