Gli insegnanti di religione cattolica precari possono finalmente trovare un riconoscimento concreto per gli anni di lavoro svolti con contratti a tempo determinato. Numerose sentenze dei tribunali italiani, tra cui quelli di Torino e Ivrea, stanno stabilendo risarcimenti significativi per abuso di contratti a termine. Le somme riconosciute variano da 4 a 24 mensilità, con importi che possono raggiungere i 55mila euro, esenti da tassazione in quanto di natura risarcitoria.
La Corte di Cassazione ha chiarito che il superamento del limite triennale di contratti a termine configura un abuso, soprattutto in assenza di concorsi per la stabilizzazione. Per gli insegnanti di religione, la situazione è stata aggravata dalla mancata indizione di concorsi statali dal 2004 al 2024, portando molti docenti a vivere una condizione di precariato per oltre 20 anni.
Per ottenere il risarcimento, è necessario presentare ricorso presso il tribunale del circondario in cui si presta servizio. Questo diritto si applica ai docenti che hanno superato il limite legale dei 36 mesi senza stabilizzazione. Le sentenze stanno delineando un orientamento chiaro, offrendo una via giudiziaria concreta per tutelare i diritti dei lavoratori.
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