La Corte di Cassazione ha finalmente preso una decisione a favore del personale scolastico che lavora all’estero, dipendente del Ministero dell’Istruzione e del Merito, dichiarando illegittima la trattenuta applicata sull’assegno di sede per il “conglobamento”. La questione riguardava una trattenuta mensile di 46,52 euro sull’Indennità di Sede Estera (ISE), che era specificata nei cedolini.
Il contenzioso, portato avanti dalla UIL Scuola Estero contro il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), si è concluso con una vittoria significativa per i lavoratori. La Suprema Corte ha respinto le argomentazioni del MAECI, riconoscendo il diritto alla restituzione delle somme trattenute.
Angelo Luongo, responsabile della UIL Scuola Estero, ha espresso la sua soddisfazione per il risultato ottenuto, sottolineando l’importanza di proteggere i diritti retributivi del personale scolastico. «È un riconoscimento fondamentale – ha dichiarato – che pone fine a una lunga ingiustizia».
Inoltre, la UIL ha annunciato che monitorerà attentamente affinché le decisioni della Cassazione vengano applicate senza indugi, garantendo effetti concreti per tutti i lavoratori coinvolti.
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