Gentile Redazione di InformazioneScuola,
il sistema scolastico italiano è seriamente a rischio da quando i dirigenti scolastici hanno smesso di essere presidi educatori per trasformarsi, di fatto, in dirigenti d’azienda.
Da quel momento la scuola ha progressivamente perso la sua funzione primaria: formare cittadini consapevoli e studenti preparati. Al loro posto sono comparsi i “consumatori”, misurati quasi esclusivamente in base al numero di iscritti. L’obiettivo non è più la qualità dell’insegnamento, ma la quantità: classi piene, iscrizioni a ogni costo, slogan accattivanti e porte aperte a tutti, anche a scapito della serietà e del rigore educativo.
Si assiste così a una corsa sfrenata all’aumento delle iscrizioni, spesso guidata da dirigenti che – nella gran parte dei casi – dimostrano gravi limiti di competenza pedagogica, organizzativa e umana. Incapaci di governare i processi educativi complessi, preferiscono logiche di mercato e di immagine, sacrificando docenti, studenti e qualità dell’offerta formativa.
La scuola non è un’azienda, gli studenti non sono clienti e l’istruzione non può essere piegata a criteri di profitto o di competizione numerica. Continuare su questa strada significa svuotare la scuola pubblica della sua anima, trasformandola in un contenitore senz’anima, dove conta solo apparire e non educare.
È tempo di fermarsi e di riflettere seriamente: senza una guida competente, autorevole e realmente educativa, il sistema scuola è destinato a un lento ma inesorabile declino.
Cordialmente
Massimo
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