HomeComunicato StampaLa scuola e il rischio di una formazione incompleta: l’allarme del CNDDU

La scuola e il rischio di una formazione incompleta: l’allarme del CNDDU

Le preoccupazioni del CNDDU

C’è una questione che si sta insinuando, in modo quasi silenzioso, tra le pieghe delle riforme scolastiche e che rischia di minare uno dei pilastri fondamentali della formazione dei cittadini: la progressiva riduzione delle ore dedicate alle discipline giuridiche ed economiche. Un tema che il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina “Diritti Umani” (CNDDU) ha deciso di portare con urgenza all’attenzione del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e della Presidenza della Repubblica.

La richiesta di un incontro urgente, formalizzata dal Segretario generale del CNDDU, Alessio Parente, e supportata dall’Associazione Apidge, nasce dalla constatazione di un fenomeno ormai evidente: nei recenti interventi sui quadri orari degli istituti tecnici e professionali, le discipline giuridico-economiche stanno progressivamente perdendo spazio. Una scelta che, se da un lato si inserisce nell’ottica di rafforzare competenze operative e interdisciplinari, dall’altro rischia di compromettere la qualità complessiva dell’offerta formativa.

Non è solo una questione di numeri o di cattedre, sebbene non si possa ignorare l’impatto occupazionale per i docenti della classe di concorso A-46. Il problema è più profondo e riguarda la funzione stessa della scuola come istituzione. Ridurre le ore dedicate a materie come diritto ed economia significa privare gli studenti di strumenti essenziali per comprendere il mondo che li circonda, per orientarsi nei meccanismi normativi ed economici e, soprattutto, per diventare cittadini consapevoli.

In un’epoca in cui le sfide globali – dal cambiamento climatico alle disuguaglianze sociali – richiedono una partecipazione attiva e informata, la conoscenza dei diritti e dei doveri, così come delle dinamiche economiche, non può essere relegata a un ruolo marginale. È una questione di democrazia e legalità, ma anche di uguaglianza: come può la scuola garantire pari opportunità se non fornisce a tutti gli studenti gli strumenti per decodificare la complessità del presente?

Non a caso, il CNDDU richiama i principi fondamentali della Costituzione italiana, che riconosce l’istruzione come un diritto universale e come mezzo per la formazione integrale della persona. Ridimensionare le discipline giuridiche ed economiche va nella direzione opposta, rischiando di svuotare di significato il ruolo della scuola nella costruzione di una società più giusta e consapevole.

Il Coordinamento chiede dunque l’apertura di un tavolo di confronto con il Ministero per analizzare l’impatto delle riforme in corso e individuare soluzioni che garantiscano un’adeguata presenza di queste materie nei programmi scolastici. Non si tratta di difendere privilegi corporativi, ma di tutelare un interesse collettivo: quello di un sistema educativo capace di formare cittadini pronti ad affrontare le sfide del futuro con competenza e responsabilità.

La speranza è che il Ministro Valditara accolga questa richiesta non come una rivendicazione di categoria, ma come un appello a preservare la missione educativa della scuola italiana. Perché senza diritto ed economia, senza una solida educazione ai valori democratici e alla comprensione dei meccanismi sociali, rischiamo di lasciare le nuove generazioni senza bussola in un mondo sempre più complesso.

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