La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera all’intesa definitiva sulla Legge 131/2025 (Legge Montagna), sbloccando i criteri di classificazione per 3.715 comuni italiani. Per il personale scolastico che presta servizio in queste aree “disagiate”, la riforma non è solo una medaglia al valore educativo, ma si traduce in vantaggi tangibili in busta paga e nella carriera.
Il provvedimento mira a combattere lo spopolamento e a garantire la continuità didattica in territori dove il turnover dei docenti è storicamente elevatissimo.
Credito d’imposta per l’abitazione: fino a 3.500 Euro
La misura più attesa riguarda il sostegno alle spese abitative. Il personale scolastico (docenti e ATA) che trasferisce la residenza o dimora abituale nel comune montano di servizio (o limitrofo) può beneficiare di un credito d’imposta per l’affitto o il mutuo.
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Misura standard: Credito pari al 60% del canone annuo di locazione o della quota interessi del mutuo, fino a un massimo di 2.500 euro.
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Misura maggiorata: Sale al 75% della spesa, fino a 3.500 euro, per i comuni con meno di 5.000 abitanti o situati in aree con minoranze linguistiche.
2. Punteggio aggiuntivo nelle graduatorie (GPS e Mobilità)
Prestare servizio “in quota” varrà molto di più nel prossimo aggiornamento delle GPS 2026 e nelle domande di mobilità. L’intesa Stato-Regioni conferma che il servizio prestato nelle scuole di montagna classificate dalla Legge 131/25 darà diritto a un punteggio aggiuntivo.
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Criterio dei 180 giorni: Per riscattare il bonus punti, è necessario aver svolto almeno 180 giorni di servizio nell’anno scolastico, di cui almeno 120 di attività didattica effettiva.
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Pluriclassi: Prevista una ulteriore maggiorazione per chi insegna in contesti di pluriclasse, tipici delle realtà montane più isolate.
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Mobilità: Il punteggio varrà anche come “bonus continuità” per i trasferimenti, premiando chi decide di restare nella stessa sede montana per più anni.
I 3.715 comuni: i nuovi criteri di “Montanità”
Il cuore della contesa tra Stato e Regioni riguardava la classificazione. Con il nuovo decreto, un comune è considerato montano se rispetta almeno uno di questi parametri:
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Altimetria: Almeno il 75% del territorio si trova sopra i 600 metri (o 500 metri se l’altitudine media complessiva è elevata).
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Pendenza: Almeno il 50% del territorio presenta una pendenza superiore al 20%.
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Comuni Interclusi: Territori che, pur non avendo i requisiti sopra, sono interamente circondati da comuni montani e hanno un’altitudine superiore ai 300 metri.
| Tipologia Comune | Requisito Altimetrico | Requisito Pendenza |
| Montano Standard | > 600m (o 500m media) | > 20% su metà territorio |
| Intercluso | > 300m | Circondato da zone montane |
Come richiedere il beneficio: la procedura 2026
Il credito d’imposta non è automatico ma va indicato nella Dichiarazione dei Redditi (Modello 730/2026) relativa all’anno d’imposta 2025.
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Requisito anagrafico: Per l’acquisto della casa, il bonus è riservato prioritariamente agli Under 41 al momento della stipula del mutuo.
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Documentazione: È necessario conservare il contratto di locazione regolarmente registrato o la ricevuta degli interessi passivi del mutuo, oltre alla certificazione di servizio rilasciata dalla scuola di montagna.
Una svolta per la stabilità della scuola
L’intesa sulla Legge 131/25 trasforma le scuole di montagna da sedi “di passaggio” a opportunità strategiche. Tra risparmio fiscale sull’affitto e scalata veloce delle graduatorie, il personale scolastico ha finalmente strumenti concreti per investire professionalmente nelle aree interne.


