La Legge di bilancio 2026 porta con sé alcune novità non proprio positive per il sistema scolastico italiano, alle critiche si associa anche l’Associazione Nazionale Presidi (ANP) che ha sollevato diverse perplessità.
Il ritorno a una programmazione annuale degli organici, invece della pianificazione triennale, è visto come un passo indietro, poiché limita la capacità delle scuole di gestire le risorse a lungo termine. Inoltre, la riduzione dell’ATA personale potrebbe compromettere la continuità amministrativa in un contesto già di per sé complicato.
Per quanto riguarda le supplenze brevi, l’obbligo di utilizzare solo personale interno limita l’autonomia dei dirigenti scolastici, e la situazione è aggravata da un monitoraggio rigido delle spese. Anche il fatto che non ci sia stato un aumento del FUN per i dirigenti scolastici è considerato un’occasione mancata per migliorare le retribuzioni.
L’ANP sottolinea l’importanza di trovare un equilibrio migliore tra risorse e responsabilità, per garantire una gestione efficace del sistema scolastico.
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