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Lettera Aperta: pianificazione didattica insostenibile e benessere a rischio all’Istituto Statale di Istruzione Superiore J. M. Keynes di Castel Maggiore

Riceviamo e pubblichiamo

Spettabile Redazione, 

vi scrivo spinto da una profonda amarezza, nella triplice veste di docente, cittadino e genitore. Seguo con attenzione il vostro lavoro di denuncia e sento il dovere di condividere con voi e con i vostri lettori la situazione paradossale che stanno vivendo gli studenti di un liceo linguistico italiano. Non è solo il racconto di una classe, ma lo specchio di una deriva pedagogica dove la quantità ha travolto la qualità, e il diritto al riposo sembra essere diventato un lusso non concesso. Ho ritenuto doveroso inviare questa stessa nota, anche alla Dirigente Scolastica dell’Istituto, sollecitando un intervento immediato. Tuttavia, scelgo di rivolgermi anche alla Vostra testata affinché si apra una riflessione pubblica su un nodo che non può più essere considerato un episodio sporadico, ma un problema strutturale che richiede consapevolezza da parte di tutta la comunità educante. Scrivo a seguito di diverse segnalazioni riguardanti la situazione di una classe del Liceo Linguistico dell’ Istituto Statale di Istruzione Superiore J. M. Keynes di Castel Maggiore (Bo). Sono profondamente preoccupato per il benessere di questi studenti, alla luce di un carico di compiti e verifiche che appare oggettivamente eccessivo e poco sostenibile. 

È sufficiente osservare concretamente l’agenda di classe, così come risulta oggi dagli strumenti ufficiali in uso tra studenti e famiglie. Da una semplice analisi emerge una concentrazione significativa di impegni, con verifiche scritte e orali ravvicinate, spesso tre o quattro verifiche nella stessa settimana, cui si aggiunge uno studio autonomo continuo. 

Si evidenzia che le verifiche di recupero del trimestre, che dovrebbero essere svolte entro il mese di febbraio, risultano concentrate tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, sovrapponendosi alle nuove verifiche previste per l’avvio del pentamestre, con un conseguente e ulteriore aggravio del carico di lavoro. Tali verifiche risultano inoltre programmate in una fase antecedente alla visualizzazione delle pagelle ( saranno visibili a partire dal 24/01), compromettendo il valore formativo e orientativo della valutazione e trasformando il recupero in un mero adempimento burocratico. Ciò priva, di fatto, studenti e famiglie del tempo necessario per una reale presa di consapevolezza dell’esito del trimestre e per un percorso di recupero che sia consapevole e adeguatamente pianificato. 

In particolare, risultano calendarizzate nello stesso periodo: 

  • 22/01: verifica di educazione civica in francese 
  • 23/01: verifica di matematica + interrogazione di spagnolo 
  • 26/01: verifica di spagnolo 
  • 27/01: verifica di latino+ presentazione di inglese 
  • 30/01: verifica di matematica di recupero del trimestre 
  • 02/02: verifica di spagnolo di recupero del trimestre  
  • 03/02  verifica di inglese 
  • 05/02: verifica di biologia di recupero del trimestre 
  • 06/02: verifica di epica 
  • 07/02: verifica di francese di recupero del trimestre 
  • 09/02 verifica di inglese di recupero del debito+ interrogazione di italiano 
  • 12/02: verifica di biologia  
  • 13/02 verifica di grammatica 

A queste si sommano interrogazioni orali e compiti quotidiani, rendendo di fatto impossibile una distribuzione equilibrata dello studio. Una visione d’insieme dell’agenda di classe sul Registro Elettronico permette di riscontrare oggettivamente la mole di lavoro sopra descritta e di valutare se sia stata effettivamente attuata quella programmazione collegiale e quel coordinamento dei carichi, previsti dalla normativa vigente, che in questo caso appaiono chiaramente disattesi. È lecito domandarsi, di fronte a una simile organizzazione, quando e come gli studenti dovrebbero studiare: si richiede forse una disponibilità continua, h24, senza reali tempi di recupero? 

Il pentamestre è appena cominciato, siamo solo a gennaio : se gli studenti risultano già così carichi ora, è legittimo chiedersi con quali energie arriveranno alla fine dell’anno scolastico. Un carico così intenso all’inizio del periodo più lungo e impegnativo dell’anno rischia di compromettere la tenuta sul medio e lungo termine, favorendo affaticamento, calo della concentrazione, demotivazione e, nei casi più fragili, un vero e proprio disagio. La scuola dovrebbe accompagnare gli studenti in un percorso sostenibile e progressivo, non portarli a una condizione di sovraccarico già nelle prime settimane. 

Questa impostazione finisce per trasformare lo studio in un’esperienza opprimente più che formativa: non consente agli studenti di affrontare le prove con serenità né di distribuire il lavoro in modo equilibrato, con evidenti ricadute sulla motivazione e sulla qualità dell’apprendimento. Tale situazione non è compatibile con una didattica equilibrata, né con le esigenze psicofisiche di adolescenti che vivono una fase di crescente fragilità emotiva e relazionale. 

Trovo sinceramente sconvolgente che una parte del corpo docente sembri ancora ragionare esclusivamente in termini di programma da “portare a termine” e di quantità di compiti da assegnare, senza interrogarsi sull’impatto reale che tali scelte producono sugli studenti. Mi chiedo come si possa pretendere un impegno così intensivo senza considerare le conseguenze sulla motivazione e sul rapporto stesso con la scuola. Così strutturata, la vita scolastica rischia di trasmettere un messaggio educativo profondamente distorto: che la vita di uno studente debba coincidere esclusivamente con la scuola. 

Ma questi studenti hanno mai davvero diritto al riposo? Durante l’anno compiti quotidiani, a Natale compiti, in estate compiti: quando è previsto il tempo per staccare davvero, recuperare energie, vivere esperienze diverse dalla scuola? Senza pause autentiche non si forma lo studente, si logora la persona. A tal proposito, non si può non richiamare la Nota Ministeriale n. 2443 del 28 aprile 2025, nella quale il Ministro dell’Istruzione e del Merito richiama esplicitamente la necessità di un equilibrio tra diritto allo studio e diritto al riposo. La finalità educativa di tale Circolare non può restare lettera morta, ma deve tradursi in scelte organizzative concrete. 

È evidente che il problema non risieda nella verifica in sé, ma nella sua pianificazione. Una programmazione più condivisa e coordinata tra i docenti permetterebbe di distribuire le prove nel tempo, evitando sovrapposizioni e picchi di lavoro stressanti. Colgo inoltre l’occasione per evidenziare una contraddizione comunicativa: durante gli open day, l’Istituto enfatizza l’attenzione al benessere degli studenti, ma tali dichiarazioni faticano a trovare riscontro nella quotidianità. Emblematico è il tema del sabato, presentato come “giornata leggera”, nonostante preveda quattro lingue in orario e compiti assegnati regolarmente anche per il fine settimana. 

Con la presente non intendo mettere in discussione il valore dell’impegno scolastico, ma sollecitare una riflessione seria sull’impatto che certe scelte hanno sulla vita degli studenti. Desidero infine sottolineare che questa segnalazione non rappresenta un caso isolato. Proprio questo Istituto, con specifico riferimento al Liceo Linguistico, è stato oggetto di analisi da parte della stampa specializzata: un articolo su informazionescuola.it ha denunciato come il carico eccessivo di compiti rappresenti un allarme concreto per il benessere degli studenti. È evidente che se tale problematica si ripresenta con questa intensità anche durante l’anno scolastico, siamo di fronte a un nodo strutturale che richiede un intervento immediato. 

L’apprendimento efficace non può prescindere da ritmi sostenibili e da spazi reali di vita personale, familiare e relazionale.  

Confidando nella Vostra sensibilità nel dar voce a questa realtà per promuovere un ambiente scolastico equilibrato e rispettoso del benessere psicofisico degli studenti,  

porgo i miei più cordiali saluti. 

Un docente attento agli  studenti e alle loro famiglie

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