HomeNotizieL'INPS sbaglia i calcoli, i pensionati hanno diritto agli arretrati extra

L’INPS sbaglia i calcoli, i pensionati hanno diritto agli arretrati extra

Errore INPS nel calcolo delle pensioni: in arrivo arretrati per il settore pubblico, inclusa la scuola

l chiarimento dell’INPS e le nuove disposizioni. Con il messaggio n. 787 del 5 marzo 2026, l’INPS ha fatto luce su un errore riguardante il calcolo delle pensioni di vecchiaia per alcuni comparti del pubblico impiego. L’Istituto ha precisato che le nuove aliquote di rendimento, introdotte dalla Legge di Bilancio 2024, si applicano esclusivamente ai trattamenti pensionistici anticipati e non a quelli di vecchiaia. Di conseguenza, le pensioni di vecchiaia già liquidate con il criterio riduttivo saranno sottoposte a un riesame d’ufficio. Gli aventi diritto riceveranno gli arretrati, comprensivi di interessi legali e, ove applicabile, rivalutazione monetaria.

Questa rettifica interessa gli iscritti alle casse CPDEL, CPS, CPI e CPUG con meno di 15 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. I settori coinvolti includono enti locali, sanità, scuola e uffici giudiziari.

Le cause dell’errore

Secondo quanto riportato dall’INPS, l’errore è derivato da una non corretta applicazione delle aliquote di rendimento. In particolare, il criterio riduttivo previsto per i trattamenti anticipati è stato erroneamente applicato anche alle pensioni di vecchiaia. Il messaggio dell’Istituto sottolinea che il discrimine non risiede nella modalità di cessazione dal servizio o nelle dimissioni, ma nella tipologia del trattamento pensionistico: anticipato o di vecchiaia.

Implicazioni economiche e platea interessata

Nonostante il messaggio INPS non fornisca dati precisi sul numero di pensioni da ricalcolare o sull’ammontare complessivo dei rimborsi, le stime iniziali indicano una platea potenzialmente ampia. Secondo la relazione tecnica della Legge di Bilancio 2024, le pensioni interessate dalla modifica delle aliquote potrebbero essere state circa 31.500 nel 2024, 81.500 nel 2025 e 147.300 nel 2026. Tuttavia, la correzione riguarderà solo un sottoinsieme di queste, ovvero le pensioni di vecchiaia liquidate dal 1° gennaio 2024 con il calcolo errato.

Secondo un articolo de “la Repubblica” del 5 aprile 2026, l’importo complessivo dei rimborsi potrebbe raggiungere i 40 milioni di euro. Tuttavia, questa cifra rimane una stima giornalistica non confermata ufficialmente dall’INPS.

Cosa fare per verificare la propria posizione

I pensionati interessati non dovranno presentare alcuna domanda: il riesame delle posizioni sarà effettuato automaticamente dall’INPS. Tuttavia, è consigliabile monitorare attentamente la propria posizione contributiva e rivolgersi a un patronato o a un legale esperto in diritto previdenziale per eventuali chiarimenti o supporto nella gestione delle pratiche.

Questa vicenda sottolinea l’importanza di una corretta applicazione delle normative previdenziali e pone l’accento sulla necessità di trasparenza e tempestività nella gestione amministrativa.

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