Gentile Redazione,
rendere a pagamento lo SPID di Poste Italiane è una scelta che lascia perplessi e che appare, francamente, miope.
Perché far pagare – seppur “quattro spicci” – un servizio che è, a tutti gli effetti, una porta d’accesso ai servizi pubblici essenziali? Lo SPID non è un optional, ma uno strumento ormai indispensabile per dialogare con la Pubblica Amministrazione: sanità, scuola, previdenza, fisco. Servizi che dovrebbero essere garantiti a tutti, senza barriere economiche, anche minime.
Introdurre un costo significa lanciare un messaggio sbagliato: scoraggiare l’utilizzo di uno strumento che nasce proprio per semplificare, ridurre i costi della burocrazia e favorire la digitalizzazione del Paese. È paradossale che si chieda ai cittadini di pagare per accedere a un sistema che, nel medio e lungo periodo, fa risparmiare risorse allo Stato.
In un’Italia che fatica ancora a colmare il divario digitale, soprattutto tra anziani e fasce sociali più fragili, anche un piccolo costo può diventare un ostacolo concreto. Il rischio è quello di trasformare un diritto in un servizio a consumo.
La digitalizzazione dovrebbe includere, non escludere. E un servizio pubblico, per essere davvero tale, dovrebbe restare gratuito e universalmente accessibile.
La scelta di farlo pagare 6 euro l’anno, ribadisco, è una scelta miope.
Cordialmente
Giuseppe S.
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