Il personale scolastico italiano, composto da docenti e ATA, ha recentemente manifestato preoccupazione riguardo all’assenza dell’una tantum prevista nel cedolino di febbraio 2026. Questa somma, regolamentata dall’articolo 16 del CCNL 2022/24, non è stata accreditata a una parte significativa degli aventi diritto, generando malcontento e numerose segnalazioni presso le organizzazioni sindacali.
La risposta di NoiPA: la soluzione è in arrivo
In seguito alle segnalazioni ricevute, la FLC CGIL ha prontamente avviato un dialogo con NoiPA, l’ente responsabile della gestione dei pagamenti per il settore pubblico. Durante le interlocuzioni, è emerso che il mancato pagamento è stato causato da problematiche tecniche. Tuttavia, NoiPA ha rassicurato i lavoratori che gli importi mancanti saranno regolarizzati con l’emissione del cedolino di marzo 2026.
Questa comunicazione rappresenta un passo importante per garantire trasparenza e fiducia nei confronti del personale scolastico, che attende il riconoscimento delle somme spettanti.
Gli importi previsti e le condizioni per il pagamento
L’articolo 16 del CCNL 2022/24 stabilisce gli importi dell’una tantum in base alla categoria di appartenenza:
- Personale docente: 111,70 euro.
- Personale ATA: 270,70 euro.
Si tratta di una somma forfettaria erogata in un’unica soluzione, concepita come compensazione per il ritardo nel rinnovo contrattuale. È importante sottolineare che l’una tantum non rientra nella retribuzione mensile ordinaria e viene sottoposta a tassazione separata.
Per beneficiare dell’importo, il rapporto di lavoro deve essere stato avviato entro il 31 dicembre 2023 e non deve essersi concluso anticipatamente. Inoltre, per il personale con contratto part-time, l’importo sarà proporzionato alla percentuale di lavoro svolto.
Cosa fare in caso di mancato accredito
I lavoratori che non hanno ancora ricevuto l’una tantum sono invitati a monitorare attentamente i propri cedolini di marzo. Nel caso in cui gli importi non vengano accreditati neppure nel mese prossimo, si consiglia di contattare il proprio ufficio amministrativo o le organizzazioni sindacali competenti per ulteriori verifiche e assistenza.

