La recente pubblicazione della graduatoria nazionale per l’accesso alle facoltà di Medicina ha sollevato nuove preoccupazioni. Con 22.688 studenti idonei e solo 17.728 posti disponibili, si evidenzia una disparità significativa che mette in discussione l’efficacia della riforma introdotta dal Ministro Bernini. La senatrice del Movimento 5 Stelle, Vincenza Aloisio, ha espresso il suo disappunto, sottolineando come quasi 5.000 aspiranti medici, pur avendo superato i requisiti minimi, saranno costretti a scegliere percorsi alternativi come Biotecnologie o Scienze Infermieristiche.
Secondo l’Unione degli Universitari, il sistema attuale, basato su un semestre aperto e tre esami filtro, non ha raggiunto l’obiettivo di garantire un accesso equo alle facoltà mediche. “Nonostante le modifiche introdotte rispetto ai test tradizionali, il problema persiste, con circa 30.000 studenti esclusi”, ha dichiarato Aloisio.
La senatrice ha esortato il Ministero a intervenire prontamente per rivedere le modalità di accesso, sottolineando che la formazione di nuovi professionisti della salute non può essere un privilegio riservato a pochi, ma deve rappresentare un diritto accessibile a molti. Una riforma più inclusiva è indispensabile per affrontare le sfide del futuro e garantire un sistema sanitario adeguato alle esigenze del Paese.
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