In data 27 febbraio, dalle pagine de Il Secolo XIX, è emersa una notizia che ha suscitato particolare attenzione: in una scuola della provincia di Savona è stato distribuito un modulo scolastico contenente il termine “minorato” in luogo della più appropriata espressione “persona con disabilità”. Un episodio che ha sollevato preoccupazioni e richiamato l’attenzione di ANIEF Liguria, impegnata da tempo nella promozione di un linguaggio inclusivo nelle istituzioni scolastiche.
La vicenda appare particolarmente rilevante alla luce delle recenti iniziative del Ministero dell’Istruzione e del Merito volte a superare l’utilizzo di terminologie ormai superate nella modulistica ufficiale. Già con il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) Mobilità 2022–2024, grazie anche alle sollecitazioni della stessa ANIEF a livello nazionale, è stato avviato un percorso di aggiornamento linguistico che mira a garantire maggiore rispetto e inclusività.
Secondo ANIEF Liguria, l’utilizzo di espressioni come “minorato” rappresenta una chiara contraddizione rispetto agli attuali indirizzi normativi e culturali. Questi termini, retaggio di un lessico burocratico ormai obsoleto, rischiano di perpetuare stereotipi e alimentare forme di stigmatizzazione. Per tale motivo, l’organizzazione sindacale ha invitato il dirigente scolastico coinvolto a rettificare con urgenza il modulo e ha esortato tutte le istituzioni scolastiche a vigilare attentamente sulla qualità del linguaggio utilizzato nei documenti ufficiali.
Il tema si inserisce in un quadro normativo in evoluzione, segnato dall’approvazione del Decreto Legislativo n. 62 del 3 maggio 2024, che attua la legge delega 227/2021. Tale decreto, in linea con le riforme previste dal PNRR nell’ambito dell’“Inclusione e Coesione”, introduce una nuova definizione di persona con disabilità, abbandonando definitivamente termini discriminatori come “handicap” o “diversamente abile”. Si rafforza così un approccio centrato sulla persona, che pone al centro la dignità e l’identità individuale.
Nonostante i progressi normativi, nel linguaggio quotidiano scolastico persistono espressioni come “alunno H” o “alunno grave”, che riducono la persona a una sigla o un aggettivo, oscurandone il nome e l’identità. ANIEF Liguria, in collaborazione con esperti come la dott.ssa Evelina Chiocca, continua a sensibilizzare il personale scolastico attraverso seminari formativi (il prossimo previsto ad aprile in provincia di Savona) sull’importanza di un linguaggio che valorizzi le persone anziché sminuirle.
La scuola, sottolinea ANIEF Liguria, deve essere il primo luogo in cui il rispetto per la persona si rifletta anche nelle parole utilizzate. Il linguaggio non è mai neutro: è uno strumento potente che può contribuire a costruire una cultura dell’inclusione. Adottare termini rispettosi e centrati sulla persona non è solo un obbligo normativo, ma anche un passo fondamentale verso una società più equa e consapevole.
Leggi anche:
Scuola e libertà di espressione: il dibattito sulla circolare del Ministero dell’Istruzione
Anticipi contrattuali per i docenti supplenti: come verificare le voci nel cedolino

