HomePrecari della ScuolaNomine docenti 2022/23, i bollettini creano tanta confusione

Nomine docenti 2022/23, i bollettini creano tanta confusione

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Numerosi aspiranti ad una cattedra per l’anno scolastico 2022/2023 riportano un gran malcontento per gli esiti delle nomine, soprattutto i docenti che negli anni precedenti hanno lavorato con continuità. La logica presente dietro ai bollettini delle nomine non è chiara a questi docenti; dal punto di vista normativo però non presentano alcuna irregolarità.

Vari Uffici Scolastici hanno allora deciso di spiegare il meccanismo di elaborazione dell’attribuzione delle supplenze, per portare maggiore chiarezza e rispondere alle diffide.
Ad esempio, una precisazione arriva dall’Ufficio Scolastico di Crotone: “Si precisa che, in applicazione dell’art. 12, c. 10, O.M. 112/22, l’assegnazione dell’incarico rende le operazioni di conferimento di supplenza non soggette a rifacimento. La rinuncia all’incarico preclude, altresì, il rifacimento delle operazioni anche in altra classe di concorso o tipologia di posto. Le disponibilità successive che si determinano, anche per effetto di rinuncia, sono oggetto di ulteriori fasi di attribuzione di supplenze nei riguardi degli aspiranti collocati in posizione di graduatoria successiva rispetto all’ultimo dei candidati trattato dalla procedura, fatto salvo il diritto al completamento di cui al successivo comma 12.”

Gli aspiranti docenti che quindi non avevano accettato posti o spezzoni disponibili nella prima convocazione, quando erano stati raggiunti in graduatoria, non potevano partecipare alle successive fasi di attribuzione delle supplenze. Se il docente rinuncia, la cattedra va assegnata per scorrimento e l’ufficio operava per l’assegnazione esclusivamente per coloro che nella prima convocazione, in assenza di posti interi, avevano accettato uno spezzone.

Nonostante dal punto di vista normativo questo non presenti irregolarità, bisogna considerare determinati punti sul malfunzionamento, ad esempio:
-I docenti partecipano a disponibilità parziali in base a regole non precise. Un docente quindi già in ruolo potrebbe ricevere una supplenza pur non essendo interessato. Questo fa sì che il posto ritornerà libero, determinando il sorgere di un secondo turno di nomina e così via.

Perché allora non assegnare la supplenza direttamente ad un aspirante docente libero?

Questo farebbe sì che il turno di nomina diventerebbe uno solo e il secondo sarebbe destinato alle supplenze residue dalle rinunce e ad eventuali nuove disponibilità.
-Quest’anno il ministero ha anticipato al 31 maggio la presentazione della domanda per l’aggiornamento delle GPS. Data l’anticipazione, si aspettavano degli elenchi senza alcun errore. Invece, continuano ad esserci correzioni.

Per il prossimo anno scolastico si aspettano dei miglioramenti nella gestione dei vari punti, evitando che si venga a scatenare nuovamente il malumore tra gli aspiranti e i docenti.

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