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Nuovo taglio della Geografia nella scuola italiana, l’intervista

La riforma taglia le ore di Geografia

Alla cortese attenzione della stampa.

Il recente riordino scolastico riaccende i riflettori su un malato cronico della nostra scuola: la Geografia. I numeri parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni; i tagli ammontano a:

2 ore nel biennio dei Tecnici Economici.
6 ore nel triennio degli indirizzi Turistici.
Totale: una voragine di 8 ore in meno.

Non è un caso isolato, ma l’ultimo atto di quello che i docenti definiscono un “massacro” disciplinare.

Professore, perché parla di massacro?

Perché è un accanimento. Dalla riforma Gelmini del 2010 a oggi, ogni intervento ha tagliato sempre nello stesso punto. Nei licei la Geografia è stata letteralmente “inghiottita” dalla storia senza successo (la cosiddetta Geostoria), e invece di correggere il tiro, si continua a marginalizzarla.

È un’ingiustizia. Come risponde la politica?

Con una profonda incoerenza. Il Ministero dichiara di voler “valorizzare” la materia, ma le decisioni concrete vanno nella direzione opposta. Si proclama a voce l’importanza del territorio, della geopolitica, della cultura italiana e poi se ne cancella lo studio.

Cosa comporta tutto questo per gli studenti ?

I risultati sono già sotto i nostri occhi: ragazzi e adulti che faticano a orientarsi, a leggere una mappa o a capire le dinamiche del mondo in cui vivono. Nel settore turistico, poi, è un controsenso totale: cancellare la geografia a chi dovrebbe promuovere turismo sul territorio significa privarlo degli strumenti del mestiere.

Quali sono le ricadute per i docenti ?

La situazione è al limite dell’assurdo. Un insegnante di ruolo oggi deve gestire anche 15-18 classi per raggiungere il suo monte ore, saltando tra plessi e scuole diverse. Questo frammenta la didattica e moltiplica i carichi burocratici minando la salute dei docenti sul lungo periodo. Inoltre molti rischiano di diventare “perdenti posto” (in esubero), mentre per i supplenti le opportunità di lavoro stanno semplicemente sparendo.

Cosa si potrebbe fare concretamente per restituire dignità alla materia?

Servono tre mosse urgenti:
Ripristinare le 2 ore sottratte al biennio negli Istituti Tecnici Economici, e le 6 ore al triennio Turistico.
Rendere autonoma la Geografia nei Licei (2 ore settimanali al posto della Geostoria).
Estenderla al triennio del Professionale – Servizi per l’Ospitalità/Accoglienza Turistica, al Liceo Linguistico e al Liceo Scienze Umane

È una richiesta di categoria?

No, è una battaglia culturale. Continuare a tagliare la Geografia significa togliere alle nuove generazioni la bussola per interpretare il presente. È tempo di fermarsi.

Un gruppo di docenti di Geografia

Per ulteriori approfondimenti può essere consultato il comunicato ufficiale dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, di seguito in link:

Geografia ridotta al minimo: cosa sta accadendo nei nuovi istituti tecnici

Prof. Ettore Perziano
ettore.perziano@gmail.com

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