Il 2026 si conferma un anno di consolidamento per la Gestione Separata INPS, il fondo previdenziale che accoglie la platea più eterogenea dei lavoratori italiani: dai liberi professionisti senza cassa ai collaboratori coordinati e continuativi (Co.Co.Co.).
Con la pubblicazione delle circolari attuative di inizio anno, sono state fissate le aliquote contributive definitive, che risentono dei minimi adeguamenti normativi e della rivalutazione del massimale e del minimale di reddito basati sull’indice ISTAT.
1. Tabella Aliquote 2026: Professionisti e Collaboratori
La distinzione fondamentale per il calcolo dei contributi dipende dalla tipologia di attività e dalla presenza di altre coperture previdenziali.
A. Liberi Professionisti (Partite IVA senza Cassa)
Per i professionisti iscritti esclusivamente alla Gestione Separata, l’aliquota totale per il 2026 è confermata al 26,07%. Questa cifra si compone di:
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25,00% ai fini pensionistici (invalidità, vecchiaia e superstiti);
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0,72% per maternità, assegni familiari, degenza ospedaliera e malattia;
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0,35% per il finanziamento dell’indennità ISCRO (l’ammortizzatore sociale per le Partite IVA).
B. Collaboratori (Co.Co.Co., Dottorandi, Amministratori)
Per chi ha contratti di collaborazione o incarichi simili, l’aliquota è sensibilmente più alta per garantire le coperture di disoccupazione (DIS-COLL):
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Aliquota Ordinaria: 35,03% (33% per pensione + 2,03% per prestazioni accessorie).
C. Soggetti già pensionati o iscritti ad altre casse
Per chi è già titolare di pensione o è iscritto obbligatoriamente ad un’altra forma di previdenza (es. dipendenti che svolgono attività extra), l’aliquota è ridotta al 24,00%.
2. Massimale e Minimale 2026: Le Nuove Soglie
Ogni anno i limiti di reddito vengono aggiornati per riflettere il costo della vita. Ecco i valori ufficiali per il 2026:
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Massimale di Reddito: Fissato a circa € 121.200 (stima aggiornata). Oltre questa soglia, non sono dovuti contributi previdenziali.
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Minimale per l’accredito dell’anno: Fissato a circa € 18.500. Se il reddito annuo è inferiore, l’INPS accrediterà un numero di mesi proporzionalmente ridotto (es. con metà del reddito minimale, verranno accreditati solo 6 mesi ai fini pensionistici).
Nota Tecnica: I contributi della Gestione Separata sono interamente deducibili dal reddito imponibile, riducendo sensibilmente il carico fiscale IRPEF complessivo.
3. Ripartizione dell’onere contributivo: Chi paga?
La modalità di versamento cambia radicalmente a seconda della natura del rapporto di lavoro:
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Nei rapporti di collaborazione (Co.Co.Co.): L’onere è ripartito per 2/3 a carico del committente e per 1/3 a carico del collaboratore. Il versamento viene effettuato interamente dall’azienda tramite F24 entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento.
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Nei liberi professionisti (Partite IVA): L’onere è al 100% a carico del professionista. Tuttavia, è riconosciuta la facoltà di addebitare in fattura ai clienti una rivalsa pari al 4% del compenso lordo.
4. Novità 2026: L’impatto dell’Indennità ISCRO
L’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO) è diventata strutturale. L’aliquota dello 0,35% pagata dai professionisti garantisce l’accesso a un sussidio semestrale nel caso di calo del reddito superiore al 70% rispetto alla media del triennio precedente. Nel 2026, i requisiti di accesso sono stati leggermente semplificati per includere una platea più vasta di autonomi.
Conclusioni: Perché monitorare la Gestione Separata
Il sistema contributivo puro della Gestione Separata richiede una pianificazione attenta: a differenza del sistema misto, l’importo della pensione futura dipenderà esclusivamente da quanto versato (montante contributivo). Per i nati tra il 1980 e il 1995, questo fondo rappresenta spesso l’unica fonte di reddito previdenziale futuro.
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