HomeNotiziePensioni: arriva quota 41 per tutti? Facciamo il punto

Pensioni: arriva quota 41 per tutti? Facciamo il punto

spot_img

Quota 41 – “Se vuoi avere successo a questo mondo, prometti tutto e non mantenere nulla”, diceva Bonaparte. Come i nostri cari politici che in questo periodo di campagna elettorale si stanno dando un gran da fare per prometterci qualunque cosa.

Si parla tanto della quota 41 che riguarda una serie di novità e di aumenti per i pensionati o pensionandi italiani.

La lega ripropone la famosa «quota 41 per tutti» e il rinnovo di una forma di pensione di anzianità con un meccanismo simile a quello testato nel triennio 2019-2021. Condivide anche l’ex ministro del lavoro, Cesare Damiano, e, a grandi linee, anche il M5S che, in ogni modo, non rinuncia al suo pezzo forte: il reddito di cittadinanza. Il centro-destra con Berlusconi che promuove un assegno minimo di 1.000€ al mese, se non si percepiscono altri redditi.

Cosa significa Quota 41

Quota 41 per tutti vuol dire ridurre il requisito contributivo per beneficiare della pensione indipendentemente dall’età anagrafica. Al presente il requisito contributivo, per il conseguimento della prestazione, rimane fermo a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne, anche per i dipendenti del pubblico impiego, autonomi e parasubordinati. Quota 41 significa, perciò, ridurre l’attesa rispettivamente di un anno e 10 mesi e di 10 mesi per le donne. Per esempio, un lavoratore nato nel 1965 e che ha iniziato a lavorare a 18 anni senza soluzione di continuità, avrebbe i requisiti per lasciare nel 2024, già a 59 anni, anziché alla fine del 2025, a 61 anni.

Dunque, la famosa “Quota 41 per tutti” proprio per tutti non lo è, ed è destinata solamente per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare molto presto o che, pur non avendolo fatto, hanno riscattato il periodo di studio universitario. Per cui un lavoratore che ha iniziato a lavorare a 18 anni potrebbe andare in pensione già a 59 anni, chi ha iniziato 10-15 anni dopo dovrà comunque attendere i 67 anni.

Non ci sono vantaggi positivi per chi ha anzianità contributive inferiori e, quindi, deve attendere il raggiungimento di un numero anagrafico per andare in pensione (es. quota 102, 64 anni e 38 di contributi). Da sottolineare che nessun partito allude alla questione di una riduzione dell’attuale requisito di 67 anni e dell’adeguamento dei requisiti anagrafici agli incrementi della speranza di vita per il diritto alla pensione.

Quota 41 e i costi per le finanze pubbliche

Si sostiene che il problema di “Quota 41 per tutti” sono i costi per le finanze pubbliche. Perché l’Inps, oltre a dover destinare l’assegno in anticipo (e di importo mediamente non basso) per un periodo temporale di circa 20-25 anni (data la speranza di vita), si troverà con meno introiti dovuti alla chiusura anticipata del rapporto di lavoro. Dunque, è impossibile prevedere l’esatto costo per le finanze pubbliche senza aver provato.

COMPILA IL FORM PER ACQUISRE I 24 CFU E DIVENTARE DOCENTE

Iscriviti al nostro canale Telegram e riceverai gli aggiornamenti in tempo reale.

https://t.me/informazionescuola

InformazioneScuola grazie alla sua seria e puntuale informazione è stata selezionata dal servizio di Google News, per restare sempre aggiornati sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.
Seguiteci anche su Twitter
informazione scuola telegram

Informazione Scuola, le Ultime Notizie della Scuola in un click.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE...

altre news