C’è qualcosa che non torna, e non è solo una questione di numeri. Parliamo del bonus da 440 euro, destinato ai pensionati con redditi inferiori ai 28.000 euro. O, meglio, parliamo della sua assenza. Perché, di fatto, questo aiuto non c’è. E la domanda è semplice: perché?
In un momento storico in cui l’inflazione mangia il potere d’acquisto come mai prima, lasciare fuori una fascia così vulnerabile della popolazione sembra una scelta, se non deliberata, quantomeno miope. Non si tratta di un dettaglio tecnico o di un cavillo burocratico: qui si parla di persone che vivono con pensioni già ridotte all’osso, spesso gravate da spese mediche e bollette in costante aumento.
Il governo aveva promesso attenzione ai fragili, ma questa promessa si sta scontrando con una realtà che racconta altro. È davvero così complicato trovare risorse per chi ne ha più bisogno? O forse la questione è che i pensionati non fanno abbastanza rumore per essere ascoltati?
Non c’è retorica che tenga: lasciare indietro chi ha lavorato una vita è un errore. E il tempo per rimediare sta finendo.
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