Pensioni più alte si, è possibile. La neutralizzazione dei contributi è un’opportunità davvero interessante per i pensionati che vogliono aumentare l’importo del loro assegno mensile. Questo strumento è stato introdotto dalla Corte Costituzionale con la sentenza 82 del 2017 e successivamente ampliato dalla Cassazione nel 2024. Permette di escludere dal calcolo pensionistico i periodi in cui le retribuzioni sono state più basse.
Il meccanismo si applica alle pensioni calcolate con il metodo retributivo, dove l’importo si basa sulla media delle retribuzioni degli ultimi anni. I lavoratori che hanno visto un abbassamento dello stipendio negli ultimi cinque anni possono chiedere all’Inps di neutralizzare questi contributi, a patto che abbiano compiuto 67 anni e abbiano versato almeno 20 anni di contributi.
Questa neutralizzazione è particolarmente vantaggiosa per tre categorie di lavoratori: quelli con una pensione a quota retributiva, chi ha ottenuto la pensione anticipata e poi ha raggiunto i 67 anni, e chi ha subito contributi penalizzanti negli ultimi anni di carriera. Tuttavia, non si applica a chi ha pensioni interamente contributive o ai contributi da riscatto della laurea.
Per richiedere la neutralizzazione, è necessario presentare una domanda all’Inps con la documentazione necessaria. Questa misura offre un ricalcolo dell’assegno pensionistico, rappresentando una reale opportunità di miglioramento economico per molti lavoratori.


