Il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024 non è solo una boccata d’ossigeno per chi è in servizio, ma ha un impatto diretto e retroattivo sui trattamenti pensionistici e sulle liquidazioni. Molti ex docenti e ATA si chiedono se gli aumenti contrattuali influenzeranno il loro assegno e come avverrà il recupero delle somme spettanti.
In questo approfondimento analizziamo come il nuovo contratto cambia il calcolo della pensione, chi ha diritto alla riliquidazione automatica e le tempistiche per ottenere gli arretrati sul TFS.
Chi ha diritto al ricalcolo della pensione?
Il principio cardine è quello della decorrenza degli aumenti. Poiché il contratto copre il triennio 2022, 2023 e 2024, gli incrementi dello stipendio tabellare hanno valore ai fini pensionistici per tutti coloro che erano in servizio in quegli anni.
1. Pensionati dal 2022 e 2023
Se sei andato in pensione nel corso del 2022 o del 2023, hai diritto al ricalcolo dell’assegno. La tua pensione sarà rideterminata inserendo i nuovi tabellari nei calcoli della “Quota A” e della “Quota B”. Riceverai inoltre gli arretrati dalla data di decorrenza dell’aumento fino all’ultimo giorno di servizio.
2. Pensionati dal 2024 in poi
Per chi lascia il servizio nel 2024 o negli anni successivi, gli aumenti sono già consolidati nella base pensionabile. Questi lavoratori godranno dell’incremento massimo, poiché l’intera progressione economica del CCNL 22/24 sarà conteggiata nel calcolo contributivo e retributivo.
Impatto sul TFS e TFR: Soldi in arrivo dopo la pensione
Una delle novità più attese riguarda la riliquidazione del Trattamento di Fine Servizio (TFS) o del TFR.
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Il ricalcolo: Gli aumenti stipendiali del nuovo CCNL sono utili ai fini del calcolo della liquidazione.
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Esempio pratico: Se un docente è andato in pensione a settembre 2023, l’INPS dovrà ricalcolare la sua liquidazione tenendo conto dello stipendio più alto previsto dal nuovo contratto per quel periodo.
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Arretrati TFS: La differenza tra quanto già percepito e quanto spettante con il nuovo contratto verrà erogata come “integrazione”.
Nota Bene: L’INPS procede alla riliquidazione del TFS/TFR solo dopo che la scuola ha inviato il modello ultimo miglio TFR aggiornato. Questo processo non è sempre immediato e può richiedere diversi mesi.
La procedura di riliquidazione: È automatica?
In teoria, la procedura è automatica. L’Amministrazione scolastica aggiorna la posizione economica del dipendente (anche se già in pensione) e trasmette i flussi telematici all’INPS.
Tuttavia, nella pratica si riscontrano spesso colli di bottiglia:
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Le Segreterie: Devono inserire manualmente i nuovi decreti di inquadramento per i pensionati.
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L’INPS: Deve recepire i dati e ricalcolare l’assegno mensile (perequazione).
Cosa fare in caso di ritardi?
Se dopo 6-12 mesi dalla firma definitiva del contratto non vedi variazioni sull’assegno pensionistico:
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Invia una diffida formale tramite PEC alla scuola di ultimo servizio e all’INPS.
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Rivolgiti a un Patronato per una verifica del modello “SM500” (il documento con cui l’INPS certifica i dati per la pensione).
Tabella Riepilogativa: Benefici del CCNL sulle Pensioni
| Tipologia Credito | Chi ne ha diritto | Modalità di Erogazione |
| Ricalcolo Assegno | Chi è cessato dal 01/01/2022 | Automatico (con arretrati) |
| Arretrati Stipendio | Chi era in servizio nel 22/24 | Emissione speciale NoiPA |
| Integrazione TFS/TFR | Chi è cessato nel triennio | Bonifico INPS post-ricalcolo |
Conclusioni: Perché monitorare il proprio cedolino pensione
Il rinnovo contrattuale 2022/24 rappresenta un diritto acquisito che si traduce in un valore economico permanente. Anche un piccolo aumento dello stipendio tabellare può significare 20-40 euro in più al mese sulla pensione e 1.500-3.000 euro in più sulla liquidazione totale.
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