Il sistema pensionistico italiano resta intrappolato in una realtà che non possiamo più permetterci di ignorare: quasi la metà delle pensioni erogate nel Paese si attesta sotto i 750 euro mensili. Secondo i dati INPS aggiornati al gennaio 2026, parliamo di oltre 9,7 milioni di prestazioni su un totale di 21,2 milioni. Numeri che raccontano una condizione di precarietà economica per moltissimi cittadini, soprattutto considerando che non tutte queste pensioni sono integrate al minimo.
La situazione si aggrava ulteriormente se si guarda al divario di genere: ben il 53,7% delle pensioni femminili è sotto questa soglia, contro il 35,5% di quelle maschili. Un dato che riflette anni di disuguaglianze retributive e carriere lavorative frammentate per molte donne.
Nonostante le promesse politiche, come l’obiettivo dei 1.000 euro minimi evocato dal governo Meloni, i risultati tardano ad arrivare. La realtà è che milioni di italiani continuano a vivere con assegni che non garantiscono una vita dignitosa. È tempo di affrontare questa emergenza con misure strutturali e non con interventi spot, perché la dignità non può essere una promessa elettorale.
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