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Portare un coltello a scuola o fuori: il divieto assoluto per i minori e le pesanti conseguenze legali

Minori sempre più armati, occorre fare prevenzione

Il possesso di coltelli, tirapugni o piccoli strumenti da taglio tra i giovanissimi è un fenomeno in crescita che preoccupa il mondo della scuola. Spesso i ragazzi portano con sé questi oggetti per “difesa”, per “ostentazione” o per seguire mode social, ignorando che girare armati è un reato grave, indipendentemente dall’intenzione di offendere.

Cosa succede se un minore viene trovato in possesso di un coltello a scuola? Quali sono le responsabilità dei genitori? Facciamo chiarezza sulla normativa vigente e sulle sanzioni previste.

1. Cosa dice la Legge: il “Giustificato Motivo”

In Italia, la legge (Art. 4 Legge 110/1975) vieta il porto fuori dalla propria abitazione di armi, oggetti atti ad offendere e coltelli di qualsiasi genere e dimensione (anche i famosi “coltellini svizzeri”) senza un giustificato motivo.

  • A scuola: Non esiste alcun giustificato motivo per portare un coltello in classe. Nemmeno per tagliare la merenda.

  • Fuori scuola: Il “senso di insicurezza” o la “difesa personale” non sono giustificati motivi. Girare con un coltello in tasca in centro città o in un parco espone immediatamente al sequestro e alla denuncia.

2. Cosa succede se un alunno viene trovato armato a scuola?

La scuola è un luogo pubblico protetto. Se un docente o un collaboratore scolastico sospetta il possesso di un coltello, il protocollo è rigoroso:

  1. Isolamento e Sequestro: Il Dirigente Scolastico può invitare l’alunno a consegnare l’oggetto. Nota bene: il docente non può perquisire fisicamente l’alunno o lo zaino senza il suo consenso, ma può chiamare immediatamente le Forze dell’Ordine.

  2. Chiamata al 112: In presenza di armi, la scuola ha l’obbligo di allertare Polizia o Carabinieri.

  3. Consiglio di Disciplina: Oltre al profilo penale, scatta la sanzione scolastica che può arrivare alla sospensione superiore ai 15 giorni o, nei casi più gravi (minaccia), all’esclusione dallo scrutinio finale.

3. Le conseguenze penali per il minore

Se il minore ha più di 14 anni, è imputabile. Questo significa che:

  • Viene denunciato alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni.

  • Rischia l’arresto da sei mesi a due anni e un’ammenda salata.

  • L’oggetto viene confiscato e distrutto.

  • Si apre un fascicolo penale che potrebbe compromettere la partecipazione a futuri concorsi pubblici (Forze Armate, ecc.).

Se il minore ha meno di 14 anni, non è imputabile penalmente, ma viene segnalato ai servizi sociali e l’episodio rimane agli atti della Questura.

4. La responsabilità dei genitori (Culpa in vigilando)

Molti genitori cadono dalle nuvole quando vengono convocati in caserma. Tuttavia, la legge prevede che i genitori siano responsabili dei danni causati dai figli minori e della loro educazione.

  • Sanzioni amministrative: I genitori possono essere chiamati a rispondere per la mancata vigilanza.

  • Responsabilità civile: In caso di ferimento di terzi, i genitori sono tenuti al risarcimento economico dei danni, che può ammontare a decine di migliaia di euro.

5. Il ruolo della scuola: Educare alla consapevolezza

La repressione non basta. Le scuole oggi sono chiamate ad attivare percorsi di legalità per spiegare che:

  • Un coltello non è un accessorio.

  • L’uso della violenza o dell’intimidazione porta all’emarginazione sociale e legale.

  • Il possesso di armi aumenta il rischio di incidenti fatali, anche involontari.


FAQ: Domande e Risposte per i genitori

Il coltellino svizzero con la lama corta è legale? No. Anche se la lama è inferiore a 4 dita (un vecchio mito popolare), il porto senza giustificato motivo in luogo pubblico resta reato.

Mio figlio dice che lo tiene per difesa. È un’attenuante? No, anzi. Dichiarare di portarlo per difesa conferma l’intenzione di usarlo contro una persona, aggravando la posizione legale.

Cosa rischia il genitore se il figlio ferisce qualcuno? Oltre al risarcimento danni, se viene provato che il genitore era a conoscenza del possesso del coltello e non è intervenuto, la posizione si aggrava sensibilmente.

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