Ancora una Pasqua amara per i precari storici della scuola italiana. A quasi quattro anni dall’insediamento del governo Meloni, le promesse elettorali sulla stabilizzazione di chi da anni regge il sistema educativo sono rimaste lettera morta. Al contrario, si è assistito al varo di concorsi mal gestiti e spesso fallimentari, mentre l’Europa continua a richiamare l’Italia per l’abuso di contratti a termine.
Il recente decreto PNRR, approvato alla Camera, non affronta il nodo centrale: la stabilizzazione dei precari. La Corte di Cassazione, con una sentenza di novembre 2025, ha ribadito che la reiterazione dei contratti oltre i 36 mesi non può essere sanata da concorsi aleatori. Ma il Ministero sembra ignorare queste indicazioni.
Nel frattempo, i partiti di maggioranza discutono del DDL Bucalo e delle GPS per il ruolo, ma i tempi stringono. Con la legislatura agli sgoccioli, il rischio è che tutto si risolva in un nulla di fatto. I precari non possono più aspettare: servono interventi immediati e concreti, come un decreto legge che metta fine a questa situazione insostenibile. La qualità dell’istruzione e la dignità di migliaia di lavoratori meritano più rispetto.
Leggi anche:
In arrivo 19 milioni dal PNRR per il personale ATA
Anche i pensionati della scuola hanno diritti agli arretrati del rinnovo del contratto
Segui InformazioneScuola iscrivendoti ai nostri canali sociali
Iscriviti al gruppo Telegram: Contatta @informazionescuola

