Per anni siamo stati l’unica voce (libera?) a denunciare i prezzi alle stelle dei generi alimentari e al contempo del potere di acquisto degli stipendi e delle pensioni ormai quasi del tutto “spento”.
Oggi se ne sono accorti tutti, era ora!
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha avviato un’indagine per esaminare il ruolo della Grande Distribuzione Organizzata (Gdo) nella formazione dei prezzi dei prodotti alimentari. Secondo i dati Istat, tra ottobre 2021 e ottobre 2023, i prezzi dei beni alimentari sono aumentati del 24,9%, superando di quasi 8 punti percentuali l’inflazione generale, che si è fermata al 17,3%.
L’obiettivo dell’indagine è valutare come il potere contrattuale delle catene distributive influisca sui margini dei produttori agricoli, che spesso si trovano sotto pressione. Tra i temi principali ci sono le modalità con cui la Gdo esercita il suo potere d’acquisto, le richieste di pagamenti ai fornitori per servizi come il posizionamento a scaffale e l’aumento della presenza dei prodotti a marchio del distributore (Private Label).
In aggiunta, l’Agcm ha lanciato una consultazione pubblica, invitando operatori e soggetti interessati a inviare i loro contributi entro il 31 gennaio 2024. Questo studio approfondito ha l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e correttezza nella filiera agroalimentare, proteggendo sia i consumatori che i produttori.
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