Personale ATA e docente, come cambia la progressione stipendiale dopo il rinnovo del contratto?
Il contratto, quindi, è stato firmato, e con esso arrivano aumenti stipendiali per il personale docente e ATA: fino a 185 euro lordi al mese e arretrati che oscillano tra gli 800 e i 1250 euro lordi. Un risultato che, a prima vista, potrebbe sembrare un traguardo. Ma è davvero così? Intanto le cifre al netto sono poco più della metà.
Se ci fermiamo ai numeri, poi, il segnale c’è: un riconoscimento economico atteso da tempo, che almeno in parte cerca di allineare le retribuzioni del comparto scuola al costo della vita. Tuttavia, la realtà è più complessa. Parliamo di incrementi che, al netto delle tasse, si tradurranno in cifre ben più contenute. E gli arretrati? Certo, fanno comodo, ma non risolvono il problema strutturale di stipendi tra i più bassi d’Europa.
Inoltre, resta aperta la questione delle indennità: i “ritocchi” annunciati sembrano più simbolici che sostanziali. E intanto, il carico di lavoro cresce, così come le responsabilità.
È giusto riconoscere lo sforzo, ma non possiamo accontentarci. La scuola merita una visione più ambiziosa: investire su chi la vive ogni giorno significa investire sul futuro del Paese. E questo, purtroppo, è ancora lontano dall’accadere.
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