Le procedure per l’attribuzione delle nuove posizioni economiche per il personale ata sono entrate nel vivo della fase operativa. dopo il completamento della formazione obbligatoria, l’attenzione si sposta ora sulla prova finale di valutazione. un aspetto che sta generando molta curiosità, ma anche qualche confusione tra i lavoratori di scuole e accademie, riguarda la natura stessa dell’esame: tecnicamente, non è previsto un esito di “non superamento”.
tuttavia, questo non significa che la prova sia una pura formalità. al contrario, il punteggio ottenuto sarà il fattore determinante per scalare la graduatoria e ottenere l’effettivo beneficio economico in busta paga.
1. La struttura della prova finale e l’obiettivo dell’idoneità
secondo quanto stabilito dal decreto ministeriale e dalle intese sindacali per il 2026, la prova finale consiste in un test a risposta multipla volto a verificare le competenze acquisite durante il percorso formativo.
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l’assenza della soglia di sbarramento: a differenza dei concorsi pubblici tradizionali, non esiste un punteggio minimo (come i classici 21/30 o 60/100) sotto il quale si viene dichiarati non idonei.
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la finalità formativa: l’obiettivo del ministero dell’istruzione e del merito è certificare che il dipendente abbia fruito del modulo formativo. per questo motivo, ogni partecipante che completa il test viene inserito nella lista dei beneficiari potenziali.
2. Graduatoria e punteggio: dove si gioca la vera partita
se è vero che tutti “superano” il test, è altrettanto vero che i fondi stanziati non coprono l’intera platea del personale ata. la trasformazione dell’idoneità in un aumento reale dello stipendio dipende dalla posizione occupata nella graduatoria provinciale.
il punteggio della prova finale viene sommato ai titoli di servizio e ai titoli culturali già dichiarati nella domanda iniziale. ecco come incide il risultato del test:
| risultato del test | impatto sulla graduatoria | probabilità di attribuzione posizione |
| punteggio massimo | bonus decisivo per superare i colleghi con pari anzianità | altissima |
| punteggio medio | posizionamento mediano in elenco | legata alla disponibilità dei fondi provinciali |
| punteggio basso | scivolamento in fondo alla graduatoria | possibile attesa per futuri scorrimenti |
3. Cosa succede in caso di parità di punteggio?
nel caso in cui due o più collaboratori scolastici o assistenti amministrativi/tecnici ottengano lo stesso punteggio complessivo (titoli + test), entreranno in gioco i criteri di precedenza standard previsti dalla normativa vigente, come l’anzianità di servizio e, in ultima istanza, la minore età anagrafica.
nota tecnica: è fondamentale scaricare l’attestato di partecipazione al termine della prova sulla piattaforma dedicata, poiché questo documento costituisce il titolo legale per la validazione del punteggio finale.
Conclusioni: l’importanza di non sottovalutare l’esame
anche se il concetto di “bocciatura” è stato eliminato per favorire la massima partecipazione, la competitività resta alta. ottenere il massimo dei voti nella prova finale è l’unico modo per garantirsi l’accesso immediato alla posizione economica, evitando di restare in una “lista d’attesa” che potrebbe scorrere solo tra molti mesi.
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