HomeNotizieReddito di cittadinanza, con la vittoria della Meloni cosa accade adesso?

Reddito di cittadinanza, con la vittoria della Meloni cosa accade adesso?

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Il prossimo Presidente del Consiglio sarà Giorgia Meloni e cosa deciderà per il reddito di cittadinanza, dato che è sempre stato motivo di discussione politica? Non ha mai nascosto la sua disapprovazione al rdc e ha promesso di annullarlo una volta al governo, soprattutto perché ha un costo di oltre dieci miliardi di euro all’anno.
Lo stesso punto di vista è condiviso anche da Matteo Salvini, che contraddittoriamente ha votato per introdurlo ma adesso segue lo stesso pensiero dell’alleata. Invece Silvio Berlusconi e Forza Italia si sono dimostrati più cauti a riguardo, fatto sta che qualche giorno prima della chiusura della campagna elettorale Lucia Ronzulli ha promesso un raddoppio dell’importo.

Il reddito di cittadinanza verrà eliminato oppure solamente riformato? Vediamo cosa farà Giorgia Meloni e il governo di centrodestra

Giorgia Meloni è sempre stata contraria al reddito di cittadinanza, definendolo come un “metadone di Stato”. Con tutto ciò, negli ultimi interventi di campagna elettorale, sembra aver cambiato, o per meglio dire rivisto, le proprie posizioni: non parla più di cancellarlo ma bensì ricalibrarlo sulle categorie più fragili.
Le categorie più fragili, per Gioria Meloni, sono gli over 60 senza reddito, i pensionati, gli invalidi e le famiglie in difficoltà con minori a carico. Mentre tutte le altre persone tra i 18 e i 60 anni, che sono considerati abili al lavoro e senza minori a carico, dovrebbero essere indirizzati verso lavori o corsi di aggiornamento e formazione per il lavoro.
Nel programma elettorale di Fratelli d’Italia è previsto la sostituzione del presente reddito di cittadinanza con misure più vantaggiose d’inclusione sociale e di politiche di formazione per l’inserimento nel mondo del lavoro. Quindi, secondo quanto dichiarato, pare che Giorgia Meloni non eliminerà del tutto il reddito di cittadinanza, ma lo riconvertirà e rafforzerà per proteggere i più fragili, mentre chi è in condizione di lavorare dai 18 ai 60 anni verrà orientato verso un’agenzia per il lavoro o un corso di lavoro.
Maurizio Leo, responsabile economico di Fratelli d’Italia, ritiene che per eliminare il reddito di cittadinanza e salvaguardare le persone fragili bisogna operare sulle detrazioni per le imprese e su maggiori sgravi per l’assunzione.
Comunque, per concludere, questa nuova misura riguarderà tutti i percettori di reddito di cittadinanza che possono lavorare, mentre per le persone fragili sopraindicati sarà conservata come strumento di tutela.

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