Il Referendum Costituzionale 2026 si avvicina e, con la pubblicazione dei decreti ufficiali, sono stati definiti i compensi per chi lavorerà ai seggi nelle giornate di domenica 22 e lunedì 23 marzo. Grazie alla complessità della consultazione (che può prevedere più quesiti o abbinamenti locali), i componenti dell’ufficio elettorale possono arrivare a percepire un onorario che sfiora i 290 euro.
Ecco la guida pratica su quanto si guadagna, quali sono i requisiti e come presentare la domanda entro le scadenze imminenti.
Tabella Compensi 2026: Quanto si guadagna?
Gli onorari per i componenti dei seggi elettorali sono fissi e forfettari, ma aumentano in base al numero di quesiti referendari trattati. Per il Referendum sulla Giustizia 2026, le cifre base per i seggi ordinari sono le seguenti:
| Ruolo al Seggio | Compenso Base (1 scheda) | Maggiorazione per ogni scheda extra | Totale stimato (5 schede) |
| Presidente di Seggio | € 130,00 | + € 33,00 (max 4) | € 262,00 |
| Scrutatore / Segretario | € 104,00 | + € 22,00 (max 4) | € 192,00 |
Nota Tecnica: Se nella tua città il Referendum è abbinato a un turno di ballottaggio per le elezioni amministrative, il compenso base sale ulteriormente (circa € 150 per i presidenti e € 120 per gli scrutatori), permettendo di raggiungere la soglia dei 280-290 euro complessivi.
Requisiti per partecipare e scadenze
Per poter lavorare al seggio è necessario essere iscritti agli appositi Albi comunali. Se non sei ancora iscritto, le finestre per le domande aprono solitamente in autunno, ma per chi è già inserito negli elenchi, questo è il momento di dare la propria disponibilità immediata.
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Termine per la disponibilità: Molti comuni (come Forlì, Modena e Bologna) hanno fissato la scadenza tra il 18 e il 21 febbraio 2026.
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Requisiti minimi:
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Essere elettori del Comune di residenza.
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Aver assolto l’obbligo scolastico (diploma di scuola media inferiore).
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Non trovarsi in condizioni di incompatibilità (dipendenti Ministeri Interno/Trasporti, forze armate in servizio, candidati alle elezioni).
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I diritti del lavoratore: Riposi e permessi
Chi lavora al seggio ha diritto a tutele specifiche garantite dalla legge:
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Assenza Giustificata: I giorni trascorsi al seggio (incluso il lunedì di spoglio) sono considerati giorni lavorativi a tutti gli effetti.
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Riposi Compensativi: Se il lavoro al seggio avviene di domenica o in un giorno non lavorativo (es. sabato per la costituzione del seggio), il dipendente ha diritto a un giorno di riposo recuperabile immediatamente dopo le operazioni elettorali.
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Esenzione Fiscale: Gli onorari percepiti per il lavoro ai seggi non costituiscono reddito e non vanno dichiarati nel modello 730 o Redditi PF.
Come presentare la domanda in tutta Italia
La procedura è ormai quasi ovunque digitale. Basta collegarsi al sito istituzionale del proprio Comune di residenza e cercare la sezione “Elettorale” o “Referendum 2026”.
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Accedi con SPID o CIE: Molti portali richiedono l’autenticazione per l’invio della disponibilità.
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Graduatorie e Priorità: Alcuni Comuni danno priorità a studenti disoccupati o persone in stato di necessità economica per la nomina degli scrutatori.
Conclusioni: Un’opportunità di partecipazione e guadagno
Lavorare al seggio per il Referendum del 22 e 23 marzo 2026 non è solo un atto di cittadinanza attiva, ma anche un modo per integrare il reddito con un compenso netto e non tassato. Considerata l’imminenza delle scadenze di febbraio, il consiglio è di verificare oggi stesso il sito del proprio Comune per inviare la candidatura.
Sei già iscritto all’Albo degli Scrutatori o hai bisogno di aiuto per trovare il modulo di disponibilità del tuo Comune?
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