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Registro elettronico, da odiato ad indispensabile

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L’introduzione del registro elettronico nella scuola italiana è stato salutato con grande scetticismo, era considerato una sorta di grande fratello che monitorava il lavoro del docente, una sorta di timbratrice di cartellino gigante, e forse in parte lo è. Però al registro elettronico va riconosciuto il merito di aver velocizzato il lavoro dei docenti, automatizzandolo e rendendo perfino migliori i rapporti fra scuola-famiglia-studenti.

Ormai il registro elettronico rappresenta per tutti i docenti un’esperienza con cui confrontarsi e alla quale adattarsi. I coordinatori di classe lo utilizzano per comunicare con gli alunni, gli altri membri del consiglio di classe in modo efficace e tracciabile e con le famiglie.

Il registro elettronico viene inoltre utilizzato per la giustificazione delle assenze, per l’invio delle pagelle quadrimestrali o pentamestrali e per quelle di fine anno, per gli scrutini e per tutte le attività legate alla didattica.

Ormai le scuole ne sono tutte dotate, sul mercato esistono diverse aziende che lo offrono alle scuole con pacchetti che costano dai 5 ai 10 mila euro l’anno, ma come abbiamo già detto ormai le scuole non possono più farne a meno.

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