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Revisione dei profili ATA, continua il confronto con le OO.SS, si passerà dal concorso?

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In data 14 settembre, successivamente alle proposte della FLC CGIL, l’agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), ha intrapreso nuovamente il confronto riguardante il rinnovo contrattuale 2019-2021 del comparto “Istruzione e Ricerca”, il quale tratta la revisione dei profili professionali del personale ATA.

La proposta da parte della FLC CGIL comprende la conferma delle 5 aree, la valorizzazione delle posizioni economiche, il riconoscimento delle elevate qualifiche per i DSGA, la valorizzazione complessiva delle professionalità e l’accesso a DSGA dei Facenti Funzione.

La proposta dell’ARAN riguarda la formazione di un sistema di progressione economica, il quale andrebbe a remunerare il maggior grado di competenza professionale acquisito dai lavoratori. Inoltre, è stato prospettato un cambio radicale nel sistema degli incarichi: verranno attribuiti in base alle esigenze organizzative e di servizio delle scuole.

Per quanto riguarda i DSGA, si propone un’indennità formata da due parti, una fissa ed una variabile. La parte variabile verrà definita con il Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) e successivamente, i DSGA potranno effettuare una contrattazione con il Ministero, con la possibilità di incrementare la parte variabile. L’ARAN inoltre afferma che i titoli di accesso dovranno essere aggiornati, con il fine di individuare il livello di conoscenza e competenze necessari per svolgere i compiti e le funzioni delle diverse aree di inquadramento.
Il presidente dell’ARAN, afferma di aver richiesto al Ministero dell’Istruzione l’identificazione delle risorse residue disponibili per il personale. Infine, è stata posta una richiesta al MEF, da parte del Ministero, di integrazione dell’atto di indirizzo per puntualizzare la finalizzazione delle risorse stanziate nella ultima legge di bilancio.

La FLC CGIL, a seguito delle proprie valutazioni, ha esposto le questioni che dovranno essere affrontate in sede di trattativa ed ha inviato per iscritto le proprie valutazioni.
Per quanto riguarda le aree, hanno dichiarato: “siamo per la riconferma delle cinque aree professionali, anche per verificare se effettivamente l’attuale organizzazione del lavoro e i compiti sempre più complessi a cui è chiamato il personale ATA sia effettivamente riconducibile a solo quattro aree come da proposta dell’ARAN”.

Per quanto riguarda invece le progressioni tra aree e mobilità professionale, è stato affermato: “Dalla bozza di proposta manca ogni accenno alle progressioni da un’area inferiore a quella superiore che è, invece, ben presente in contratti di altri settori, dove si prevedono progressioni riservate al personale in servizio valorizzando il possesso dell’esperienza maturata. Questo è per noi un punto dirimente, sia per risolvere l’annosa questione degli Assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA, sia per rispondere ai bisogni di accresciuta professionalità di tutto il personale ATA.”

Riguardo gli incarichi del personale: “Su questo punto andrebbe prevista una regolazione più puntuale sulle loro caratteristiche, le modalità del conferimento, sugli aspetti retributivi, ecc. Andrebbe precisato il carattere volontario di questi incarichi, tenuto conto che sulla scuola si continuano a riversare una molteplicità di responsabilità e compiti spesso anche non strettamente finalizzati all’attività scolastica.”

“Per quanto riguarda le posizioni economiche è necessario fare una ricognizione delle risorse disponibili, del numero di posizioni oggi attivate, distinta per profili. Ciò può essere utile per ragionare più in generale su questo istituto contrattuale anche al fine di ripristinarne la fluidità un meccanismo che in passato è riuscito a valorizzare l’esperienza e la formazione del personale.”

L’indennità dei DSGA: “Questa figura andrebbe valorizzate e declinata come un’alta qualifica specifica della scuola alle cui elevate responsabilità vanno riconosciuti i necessari incrementi retributivi. La proposta dell’ARAN di prevedere un livello di contrattazione integrativa nazionale per l’indennità di funzione parte variabile può rappresentare una base di partenza su cui discutere ulteriormente utile anche a collocare questa spesa fuori dai fondi PMOF.”

Sulla formazione e il reclutamento è stato dichiarato: “Il tema della formazione in ingresso deve avere uno spazio nel contratto. C’è una grande esigenza di formazione che il contratto deve intercettare e di cui le scuole e il personale hanno un gran bisogno. Sulla questione del reclutamento, i titoli di studio per l’accesso ai profili non solo hanno necessità di essere aggiornati in coerenza con i nuovi ordinamenti ma da soli non sono più sufficienti. Va valutato, non tanto come innalzarli, ma come abbinarli alla certificazione di determinate competenze, in relazione ad un lavoro nelle scuole che è diventato sempre più complesso.”

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