Il nuovo accordo per il rinnovo del CCNL Comparto Funzioni Centrali e Istruzione porta con sé un aumento medio a regime di 150 euro lordi. Se per i lavoratori in servizio l’effetto è immediato sulla busta paga, per chi è prossimo alla quiescenza o è già in pensione si apre una partita fondamentale: quella della rivalutazione della base pensionabile.
In questa guida analizziamo i calcoli dell’INPS, l’incidenza sulla liquidazione (TFS/TFR) e chi ha diritto agli arretrati.
1. Il meccanismo del “Trascinamento”: Quanto vale l’aumento sulla pensione?
Per gli statali, la pensione non è un comparto stagno. Gli aumenti contrattuali del CCNL hanno un effetto riflesso sul trattamento di quiescenza grazie al principio della continuità retributiva.
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Per chi va in pensione nel 2026: L’aumento di 150€ entra pienamente nel calcolo della quota “C” (contributiva) e, pro quota, nella quota “B” (retributiva per chi ne ha diritto).
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L’impatto stimato: Un aumento tabellare di 150€ lordi mensili si traduce in un incremento dell’assegno pensionistico netto che oscilla tra i 35€ e i 55€ mensili, a seconda dell’anzianità contributiva complessiva.
2. Tabella: Calcolo Aumento Pensione Netta per Fascia Retributiva
Ecco una proiezione di come i 150€ lordi di aumento contrattuale impattano sul futuro assegno INPS (valori medi stimati):
| Stipendio Finale Lordo (Pre-Rinnovo) | Aumento Contrattuale | Stima Incremento Pensione Annua (Lorda) | Incremento Mensile Netto Pensione |
| 28.000 € | 150 € | + 1.950 € | + 38 € |
| 35.000 € | 150 € | + 1.950 € | + 45 € |
| 45.000 € | 150 € | + 1.950 € | + 52 € |
3. Effetto sul TFS e TFR: La “sorpresa” positiva
Uno degli aspetti più ignorati dalla concorrenza è l’impatto dell’aumento sulla Buonuscita (TFS). Poiché il TFS si calcola sull’ultima retribuzione globale annua, un aumento di 150€ lordi (che sono circa 1.950€ annui considerando la tredicesima) aumenta la base di calcolo per ogni anno di servizio.
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Esempio: Un dipendente con 35 anni di servizio che riceve l’aumento di 150€ proprio prima di andare in pensione, vedrà il suo TFS lordo aumentare di circa 2.500€ – 3.000€ complessivi.
4. Arretrati e Perequazione: Cosa succede a chi è già in pensione?
Per chi è già in pensione, l’aumento del CCNL non è automatico. La rivalutazione avviene tramite la perequazione automatica legata all’inflazione. Tuttavia, se il rinnovo contrattuale ha validità retroattiva (es. copre il triennio 2022-2024), i neo-pensionati che erano in servizio in quel periodo hanno diritto a:
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Arretrati stipendiali per i mesi lavorati sotto la vigenza del nuovo contratto.
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Ricalcolo della pensione da parte dell’INPS (spesso effettuato d’ufficio, ma con tempi lunghi).
Punto Critico: Molti pensionati non sanno che se il contratto viene firmato dopo la loro uscita, l’INPS deve comunque aggiornare il loro assegno. Controllate sempre la voce “Ricalcolo per rinnovo contrattuale” sul cedolino MyINPS.
5. FAQ – I dubbi dei dipendenti pubblici
L’aumento di 150€ è uguale per tutti?
No, i 150€ sono una “media”. L’aumento reale dipende dall’area di inquadramento (Assistenti, Funzionari, Elevate Differenziazioni).
Quando vedrò l’aumento sulla pensione?
Solitamente l’INPS impiega dai 6 ai 12 mesi dalla firma definitiva del CCNL per aggiornare le anagrafiche dei pensionati e dei cessati dal servizio.
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