Rivedere l’art.2 coma 2 del CCNI triennale per alcune categorie di docenti costretti al blocco triennale

Mobilità 2017: slitta l'incontro con i sindacati

L’art.2 coma 2 del CCNI triennale sulla mobilità, riprendendo un articolo del CCNL, ha previsto in alcuni casi che il trasferimento ottenuto a partire dall’a.s. 2019/20 fosse triennale, in pratica tali docenti nel prossimo triennio, l’anno in corso si conta, non potranno produrre né domanda di trasferimento provinciale né domanda di trasferimento interprovinciale né il passaggio di cattedra e di ruolo provinciale e interprovinciale. Si tratta di tutti quei docenti che hanno ottenuto per trasferimento la scuola che avevano indicato tra le preferenze come singola scuola cioè preferenza analitica e coloro che nella fase comunale dei trasferimenti erano stati trasferiti, esprimendo sia preferenze analitiche sia sintetiche.
Con la consapevolezza della necessità e della sensibilità mostrata più volte da partiti e sindacati, vista anche la riduzione dell’aliquota prevista per quest’anno per i trasferimenti interprovinciali, considetato altresì il numero considerevole di posti che si libereranno a seguito dei pensionamenti, si chiede al Ministro Lucia Azzolina e alle OO.SS. di modificare l’art. 2 comma 2.
In pratica bisognerebbe dare la possibilità ai docenti che lo scorso anno, trasferendosi, sono incorsi nel blocco triennale, di poter produrre domanda di solo trasferimento interprovinciale.
Ad esempio, la docente siciliana che si autodefinisce esiliata, titolare nel comune di Milano ed aspirante al trasferimento nella provincia di Palermo che lo scorso anno ha indicato e non ottenuto sedi della provincia di Palermo e successivamente ha indicato per un motivo qualsiasi, una scuola del comune di Milano con preferenza analitica, resta esclusa da ogni tipologia di mobilità.
Orbene bisognerebbe dare a tali docenti nei prossimi due anni, a iniziare da questo, la possibilità di presentare il solo trasferimento interprovinciale.

Libero Tassella

La mobilità