L’aspettativa per motivi di famiglia o personali è un diritto che spetta al personale scolastico, pensato per affrontare esigenze personali senza compromettere il proprio lavoro. Questo diritto è riservato a docenti, personale educativo e ATA con contratti a tempo indeterminato o determinato annuale (fino al 31 agosto) o fino alla conclusione delle attività didattiche (30 giugno). I supplenti temporanei, però, non possono beneficiarne.
La durata massima dell’aspettativa è di 12 mesi consecutivi o 30 mesi totali in un periodo di cinque anni, se utilizzata in modo frazionato. Questa flessibilità consente di gestire le esigenze personali in modo più personalizzato, ma è fondamentale pianificare con attenzione per rimanere nei limiti stabiliti dalla legge.
La richiesta deve essere presentata al dirigente scolastico con un certo anticipo e deve includere una motivazione valida. Il dirigente ha 30 giorni per decidere se accettare o rifiutare la richiesta, fornendo eventuali motivazioni in caso di diniego.
È importante tenere presente che il periodo di aspettativa non è retribuito e non contribuisce all’anzianità di servizio, alla carriera né ai benefici previdenziali. Pertanto, è essenziale riflettere attentamente sull’impatto economico e professionale prima di richiedere questo periodo di assenza.
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