Basta parlare con i docenti italiani, ma anche con il personale ATA per comprendere lo stato di incertezza che stanno vivendo. La tanto sbandierata riforma del 4+2 dell’istruzione tecnica, non lo dicono con chiarezza, ma taglierà di netto il quinto anno con la conseguenza perdita di posti cattedra e di posti in organico sia per il personale docente che per il personale ATA.
Molte scuole hanno manifestato il disagio votando contrariamente alla sperimentazione, altre invece si sono avventurate in questo percorso, ma portandosi con sé tanti dubbi.
Dai sindacati ancora non si sente una voce chiara, non vi è ancora nessun prospetto dei futuri possibili organici, non c’è niente di niente, solo qualche comunicato che osanna un percorso dove il più due sembra più un appendice che un vero proseguimento del percorso.
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