La scuola pubblica italiana deve rimanere un luogo di pluralismo e libertà di insegnamento. Questo è il messaggio forte e chiaro lanciato da Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) e membro della Commissione Cultura alla Camera, in risposta al questionario promosso da Azione Studentesca.
Il sondaggio, secondo Piccolotti, rappresenta un tentativo di imporre un’omologazione ideologica nelle scuole, intimidendo gli insegnanti e minando la loro libertà di insegnamento. “Quali sarebbero i contenuti delle presunte lezioni faziose?” si chiede la deputata, sottolineando come temi cruciali quali il cambiamento climatico, i diritti umani o la violenza di genere non possano essere etichettati come faziosi solo per motivazioni politiche.
Piccolotti critica inoltre l’idea che un docente possa essere giudicato imparziale o fazioso in base alla propria appartenenza politica. La scuola pubblica, afferma, è per sua natura pluralista: un luogo dove convivono visioni diverse e dove gli insegnanti, indipendentemente dalle loro opinioni personali, svolgono un ruolo centrale nella formazione dei giovani.
La deputata sollecita il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a garantire che la scuola rimanga un ambiente libero da interferenze politiche, ribadendo che il pluralismo è il cuore pulsante del sistema educativo italiano.
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