Non è solo un commento, è un manifesto politico e sociale. La Dirigente Scolastica Cristina Pirone, nota per il suo impegno in contesti educativi complessi, ha lanciato un monito che sta facendo il giro del web: “La società non può continuare a delegare tutto alla scuola e poi lasciarla sola quando le sfide diventano insormontabili”.
Le sue parole arrivano dopo gli ultimi preoccupanti episodi di cronaca che hanno visto protagonisti studenti e istituzioni, riportando al centro del dibattito il tema dell’emergenza educativa e della solitudine dei presidi e dei docenti.
1. Il cuore dell’appello: “Siamo diventati l’ultimo ammortizzatore sociale”
Secondo la Preside Pirone, la scuola oggi non è più solo il luogo dell’istruzione, ma è diventata un presidio sanitario, psicologico e di pubblica sicurezza.
-
La delega totale: Le famiglie e le istituzioni locali tendono a scaricare sulla scuola la risoluzione di disagi psicologici, conflitti familiari e devianze giovanili.
-
La mancanza di risorse: A fronte di queste responsabilità crescenti, gli strumenti (psicologi scolastici, assistenza sociale, organico aggiuntivo) restano drammaticamente insufficienti.
“Chiediamo alle istituzioni, alle famiglie e alle aziende di rientrare nel patto educativo. Un preside non può essere un assistente sociale, un avvocato e un poliziotto contemporaneamente” – questo il senso profondo del suo intervento.
2. Perché la scuola è oggi un “Frontiere Aperta”
L’analisi della Pirone tocca tre punti critici che ogni docente vive sulla propria pelle:
A. La solitudine istituzionale
Spesso i dirigenti si trovano a gestire casi giudiziari o di grave violenza senza un supporto legale o psicologico immediato da parte dello Stato.
B. Il declino dell’alleanza scuola-famiglia
Il passaggio dal “patto formativo” al “conflitto legale” è breve. Sempre più spesso la scuola non è vista come un alleato, ma come una controparte da sfidare a colpi di ricorsi e contestazioni.
C. La società dell’indifferenza
Mentre il mondo esterno corre verso una digitalizzazione estrema e un individualismo spinto, la scuola resta l’ultimo luogo di aggregazione fisica reale, dove però esplodono tutte le contraddizioni della società moderna.
3. Le proposte della comunità scolastica: cosa serve davvero?
Oltre alle parole, il commento della Preside Pirone ha innescato una lista di richieste concrete che Informazione Scuola ha raccolto tra i propri lettori:
-
Presidio psicologico fisso: Non più progetti a termine, ma una figura stabile in ogni istituto.
-
Riduzione del numero di alunni per classe: Impossibile intercettare il disagio in classi pollaio da 28-30 persone.
-
Ritorno all’autorevolezza: Protezione legale per il personale scolastico aggredito o minacciato.
| Problema | Conseguenza | Soluzione Proposta |
| Emergenza Psicologica | Aumento di atti di autolesionismo e bullismo | Bonus psicologico strutturale per le scuole |
| Solitudine dei Dirigenti | Burnout e abbandono della professione | Task force ministeriale di supporto legale/sociale |
| Abbandono Scolastico | Aumento della criminalità giovanile | Investimenti mirati nelle aree a rischio (non solo PNRR) |
4. Conclusione: Un appello che riguarda tutti noi
Il grido della Preside Pirone non è una resa, ma una chiamata alle armi per l’intera società. Se la scuola fallisce perché lasciata sola, a fallire è il futuro stesso del Paese. È tempo che la “Comunità Educante” torni a comprendere anche le amministrazioni, le forze dell’ordine e, soprattutto, i genitori.
Leggi anche:
Assegno Unico 2026: via libera ai pagamenti per gli “esclusi”. Come ottenere rimborsi e arretrati
Segui InformazioneScuola iscrivendoti ai nostri canali social
InformazioneScuola, grazie alla sua serie e puntuale informazione è stata selezionata dal servizio di Google News, per rimanere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.
Iscriviti a Discover di Google: clicca qui e segui il link
Iscriviti al gruppo WhatsApp
Iscriviti al gruppo Telegram: Contatta @informazionescuola
Iscriviti alla pagina Facebook


